“Un anziano deve prendere queste medicine e se, per risparmiare, non gli anno queste medicine, questo è una eutanasia nascosta e progressiva: dobbiamo dire questo, ogni persona ha diritto alle medicine”.
“Il numero 70 già indica un bel cammino fatto insieme, di questo dobbiamo ringraziare il Signore: che voi, come organizzazione, non siete andate in pensione!”. È il saluto scherzoso alle religiose dell’Usmi, ricevute in udienza in occasione della loro 70ª Assemblea generale.
Papa Francesco ha concluso l'udienza di oggi, dedicata allo zelo apostolico secondo San Paolo, esortando i capi delle nazioni ad ispirarsi alla Pacem in terris, il cui messaggio, 60 anni dopo, è ancora "attualissimo". "Perseveriamo nella preghiera per la martoriata Ucraina", l'appello finale
Papa Francesco, a causa del freddo intenso di questi giorni, ha seguito la Via Crucis al Colosseo dalla sua residenza a Santa Marta. Al centro delle meditazioni che hanno scandito il rito al Colosseo, il dramma del conflitto in Ucraina, che ha superato l’anno di guerra, e dei tanti altri Paesi dove ancora non cessa il fragore delle armi, ma anche la tragedia dei migranti. Alla fine, la preghiera dei "14 grazie", letta dal card. De Donatis
Il Papa ha dedicato l'omelia della Messa del Crisma alle due unzioni dello Spirito Santo, centrali nella vita dei sacerdoti. No alla "doppiezza clericale", alle divisioni con cui "si fa il gioco del nemico", alle cordate e alle polarizzazioni. Un grazie corale ai sacerdoti. A quelli in crisi: "Coraggio!".
Il Papa che dalla sua postazione si avvicina, aiutandosi con il bastone, alla pedana sopraelevata dove sono collocati i 12 ragazzi e ragazzi del carcere minorile di Casal del Marmo. Poi lava, asciuga e bacia i piedi di ciascuno. È il momento culminante della Messa in Coena Domini, presieduta e celebrata da Francesco, che torna per la seconda volta, dieci anni dopo, nell’istituto penitenziario romano scelto due settimane dopo l’elezione a papa per il rito del Giovedì Santo.
Papa Francesco, alla vigilia del triduo pasquale, ha concluso l'udienza di oggi, dedicata al Crocifisso "sorgente di speranza", con un appello per "tutte le vittime dei crimini di guerra", e in particolare per le mamme dei soldati ucraini e russi caduti in guerra. "E non dimentichiamo di pregare per la martoriata Ucraina"