È durato circa 45 minuti – dalle 9.20 alle 10.05 – il colloquio privato tra il Papa e il presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, il quale si è successivamente incontrato con il cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin, accompagnato da mons. Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati.
“Non si possono lasciare sole tante famiglie costrette a lottare per sostenere dei ragazzi in difficoltà, con la grande preoccupazione del futuro che li attende quando non potranno più seguirli”.
“Una vera e propria odissea dei nostri giorni”. Così il Papa ha definito la testimonianza di Aboud, in fuga insieme ai suoi “dalla cara e martoriata Siria, dopo aver rischiato più volte di essere uccisi dalla guerra”.
“Io oggi forse vedo due pericoli contro la democrazia: uno è quello dei populismi, che sono un po’ qua, un po’ là, cominciano a far vedere le unghie”. Lo ha detto il Papa, rispondendo alle domande dei giornalisti durante il volo di ritorno dal viaggio a Cipro e in Grecia.
“Chiusure e nazionalismi – la storia lo insegna – portano a conseguenze disastrose”. A lanciare il grido d’allarme è stato il Papa, durante l’incontro con i rifugiati a Lesbo. Infatti, “la ferma volontà di rispettare gli altri uomini e gli altri popoli e la loro dignità, e l’assidua pratica della fratellanza umana sono assolutamente necessarie per la costruzione della pace”, ha ricordato Francesco sulla scorta del Concilio: “È un’illusione pensare che basti salvaguardare se stessi, difendendosi dai più deboli che bussano alla porta.
Dopo il suo ampio e appassionato discorso, con ripetuti appelli ad affrontare la questione migratoria partendo dalla capacità di guardare ai volti dei rifugiati, il Papa a Lesbo ha visitato alcune abitazioni del “Reception and Identication center”, camminando a piedi tra i container bianchi che ospitano migliaia di persone, nell’area attrezzata per l’accoglienza.
“Desidero assicurarvi la preghiera e la vicinanza mia e della Chiesa cattolica, nei problemi più dolorosi che vi angosciano come nelle speranze più belle e audaci che vi animano. Le tristezze e le gioie vostre ci appartengono, le sentiamo nostre! E sentiamo di avere anche tanto bisogno della vostra preghiera”.
Papa Francesco ha concluso l'udienza di oggi, dedicata alla figura di San Giuseppe "uomo giusto" e promesso sposo di Maria, annunciando ai fedeli il viaggio che compirà a Cipro e in Grecia a partire da domani. Ai fidanzati: "Testimoniare un amore che abbia il coraggio di passare dalle logiche dell’innamoramento a quelle dell’amore maturo"