Maddalena Maltese

Maddalena Maltese

Catena di solidarietà per gli studenti ucraini negli Usa. Ma la crisi umanitaria ha il volto dei profughi al confine messicano

Sono più di 1700 gli studenti ucraini che si trovano negli Stati Uniti per una laurea, un master, un dottorato. Sono stati i social il primo canale da cui hanno appreso di essere in guerra. Le manifestazioni pubbliche all’interno dei campus sono stati i primi gesti di solidarietà concreta dimostrata dagli altri studenti e dai docenti, seguiti da raccolte fondi e da consulenze di tutti i tipi per consentire a questi giovani ucraini di continuare a pensare al futuro nonostante il conflitto. Entrare e restare negli Stati Uniti è la speranza degli oltre 2.000 ucraini giunti al confine con il Messico che attendono di fare ingresso negli Usa e raggiungere i familiari, che si sono offerti di ospitarli. Sulla scia della promessa del presidente Biden di accogliere 100.000 ucraini, in tanti si sono imbarcati dalla Romania e dalla Moldavia per raggiungere il confine Sud degli States.

Gaffe e incoerenze: 7 americani su 10 mettono in dubbio la capacità di Biden di affrontare il conflitto

A quasi sei settimane dall’invasione russa dell’Ucraina, negli Stati Uniti torna ad imperare la polarizzazione, dopo che la scoppio della guerra aveva temporaneamente unito repubblicani e democratici, almeno sul fronte degli aiuti umanitari e del supporto militare. I sondaggi sono la prova palese di una divisione ancora partigiana, che si ferma sulla soglia dell’emozionalità e della contrapposizione a tutti i costi. Le parole pronunciate in Polonia sull’auspicabile uscita di scena di Putin, seppur smentite da Casa Bianca e Segreteria di stato, hanno fatto del presidente americano il portavoce di un sentire comune tra molti dei suoi cittadini, che inizialmente pronti al sacrificio pur di porre la parola fine alla carneficina ucraina e al dramma dei profughi: ora si ribellano ai costi reali di una guerra globale. E intanto ci si prepara all'accoglienza dei profughi

Il dolore degli ucraini negli Usa, tra veglie di preghiera e manifestazioni di protesta

Ucraini cattolici, ortodossi, ebrei, ma anche pastori afroamericani e bianchi delle tante chiese evangeliche, della Chiesa luterana e presbiteriana, assieme a leader musulmani ed indù si sono ritrovati nel cuore della cattolicità di Pittsburgh per un momento di preghiera comune, fortemente voluto dal vescovo cattolico, mons. David Zubich, che in appena quattro giorni è riuscito a riunire tutti nel nome del Dio della pace. Pittsburgh è la quarta città Usa, per numero di Ucraini: la Pennsylvania è seconda solo allo stato di New York per la numerosa presenza ucraina

La lunga notte del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Guterres: “Questa guerra non ha alcun senso”

Sono le 22 di mercoledì, a New York, quando al Consiglio di sicurezza dell’Onu, riunito in seduta straordinaria per negoziare la pace in Ucraina, arriva la notizia dell’invasione. Il segretario generale, Antonio Guterres ha appena chiesto di “dare alla pace una chance”, quando in contemporanea il presidente russo Vladimir Putin annuncia “un’operazione militare in Donbass”, e questo mentre il suo ambasciatore, Vasily Nebenzya presiede la seduta e consulta freneticamente il cellulare a cercare conferma di quella che tutti gli altri stati membri al tavolo cominciano a chiamare “guerra”, “aggressione ingiustificata”, “attacco”

Stati Uniti, un anno di Biden presidente. Faggioli: “Ha lavorato molto, ma il problema è la crisi di civiltà vissuta dal Paese”

Dopo un anno i sondaggi dicono che l'indice di gradimento è sceso sotto il 50%, ma, secondo l'ordinario del Dipartimento di Teologia e Scienze religiose alla Villanova University di Filadelfia, Biden merita come voto un "B+". Tra i consigli che gli darebbe, stare di più tra la gente, decidere cosa fare con Kamala Harris e risolvere la questione ideologica del partito democratico

Sidney Poitier: primo attore di colore a ricevere l’Oscar e attivista dei diritti civili

A proposito della morte confidava che con gli anni, l’ansia della fine era diminuita, “perché se sei ansioso per la morte, allora non hai il senso dell’unicità delle cose”. Si augurava di affrontare questo momento ultimo con grazia, il talento che i critici cinematografici gli hanno sempre riconosciuto. Così è stato e ora quella grazia resta immortale nelle sue pellicole

In preghiera a Capitol Hill un anno dopo l’assalto al Congresso

Senatori democratici e deputati di entrambi i partiti si sono radunati su quella scalinata per ricordare chi quel giorno e nei giorni seguenti ha perso la vita per difendere il tempio della democrazia statunitense. Oltre quei gradini in centinaia hanno partecipato a quello che molti rifiutano di chiamare anniversario perché non ha nessun sapore celebrativo, preferendovi rimembranza, perché occorre far memoria e ricordare l’insurrezione che ha colpito il cuore del sistema istituzionale americano