Mario Draghi si è rivolto ai capi di stato e di governo presenti alla 77ª Assemblea Generale dell’Onu ribadendo, ancora una volta, le drammatiche conseguenze della guerra tra Russia e Ucraina sul piano internazionale, mentre “l’esito del conflitto rimane imprevedibile” e richiede “responsabilità collettiva il trovare risposte”
Mancano poco più di due mesi alle elezioni americane di Midterm, il prossimo 8 novembre, quando gli statunitensi decideranno quale partito conquisterà la maggioranza dei 435 seggi della Camera e a chi andranno assegnati i 35 dei 100 seggi del Senato ancora in ballo; mentre 36 dei 50 stati decideranno i loro governatori. Negli Usa permane una forte incertezza su quale partito controllerà il Congresso nei prossimi due anni; mentre è certo che la tornata elettorale di novembre sarà un referendum sull’ex presidente Trump e sul suo movimento Maga (Make America great again – Fare l’America nuovamente grande) che deciderà non solo gli equilibri all’interno del partito repubblicano ma anche la direzione della corsa alla Casa Bianca
L’arcivescovo di San Antonio in Texas ha definito “crudele e disumana” la morte dei 53 migranti, ritrovati soffocati in un camion frigorifero, vicino alla città, la scorsa notte. Mons. Gustavo Garcia Siller ha chiesto preghiere per le anime dei defunti e ne ha chieste altrettante per i 12 sopravvissuti “bambini e adulti” che ora dovranno “portare con sé i ricordi di questa scena di carneficina”.
Tra le migliaia di migranti in marcia, ci sono almeno 126 donne incinte e oltre 70 persone con disabilità fisiche. Vengono dal Centro America, Haiti e Cuba, ma la stragrande maggioranza proviene dal Venezuela. Sono partiti insieme per proteggersi reciprocamente ma anche per rendersi visibili ai media e soprattutto ai leader politici che avrebbero deciso della loro sorte firmando o meno la Dichiarazione di Los Angeles che, da oggi, regolerà una comune politica migratoria delle Americhe
Il vescovo Siller, ieri ha visitato l’Uvalde Memorial Hospital, dove sono state portate molte delle vittime della strage alla Robb Elementary School e ha poi celebrato la messa nella chiesa del Sacro Cuore per tutta la comunità e per le persone che sono state direttamente colpite dalla tragedia
Manifestazioni per le strade delle maggiori città statunitensi, comunicati ufficiali di politici e giuristi, dichiarazioni del presidente Joe Biden, rosari e picchetti attorno alla sede della Corte Suprema, raffica di commenti sui principali media e sui social. La pubblicazione della bozza di un parere del maggiore organo giudiziario del Paese sulla controversa questione dell’aborto ha infiammato l’America. Lunedì il sito di notizie “Politico” ha messo online una bozza di parere, scritta dal giudice della Corte Samuel Alito, dove si affermava che la sentenza Roe v. Wade emanata nel 1973, rendendo l’aborto legale per quasi 50 anni, "era estremamente sbagliata fin dall'inizio"
Sono più di 1700 gli studenti ucraini che si trovano negli Stati Uniti per una laurea, un master, un dottorato. Sono stati i social il primo canale da cui hanno appreso di essere in guerra. Le manifestazioni pubbliche all’interno dei campus sono stati i primi gesti di solidarietà concreta dimostrata dagli altri studenti e dai docenti, seguiti da raccolte fondi e da consulenze di tutti i tipi per consentire a questi giovani ucraini di continuare a pensare al futuro nonostante il conflitto. Entrare e restare negli Stati Uniti è la speranza degli oltre 2.000 ucraini giunti al confine con il Messico che attendono di fare ingresso negli Usa e raggiungere i familiari, che si sono offerti di ospitarli. Sulla scia della promessa del presidente Biden di accogliere 100.000 ucraini, in tanti si sono imbarcati dalla Romania e dalla Moldavia per raggiungere il confine Sud degli States.
Eparchie ucraine cattoliche statunitensi mobilitate per assistere i connazionali in patria. In appena dieci giorni hanno raccolto un milione e ottocentomila dollari destinati soprattutto all’acquisto di farmaci, lacci emostatici, borse di primo soccorso e ogni tipo di materiale medico da inviare agli ospedali ufficiali e a quelli improvvisati.
A quasi sei settimane dall’invasione russa dell’Ucraina, negli Stati Uniti torna ad imperare la polarizzazione, dopo che la scoppio della guerra aveva temporaneamente unito repubblicani e democratici, almeno sul fronte degli aiuti umanitari e del supporto militare. I sondaggi sono la prova palese di una divisione ancora partigiana, che si ferma sulla soglia dell’emozionalità e della contrapposizione a tutti i costi. Le parole pronunciate in Polonia sull’auspicabile uscita di scena di Putin, seppur smentite da Casa Bianca e Segreteria di stato, hanno fatto del presidente americano il portavoce di un sentire comune tra molti dei suoi cittadini, che inizialmente pronti al sacrificio pur di porre la parola fine alla carneficina ucraina e al dramma dei profughi: ora si ribellano ai costi reali di una guerra globale. E intanto ci si prepara all'accoglienza dei profughi