Maddalena Maltese

Maddalena Maltese

Usa: dilaga la protesta contro il razzismo. Sette vescovi si schierano: “Non possiamo chiudere un occhio”

La morte di George Floyd, un afroamericano disarmato ucciso, una settimana fa dalla polizia durante un arresto a Minneapolis, ha riacceso una conversazione secolare e mai sopita sul razzismo in America. Dilagano le manifestazioni pacifiche e le proteste violentissime. Nella nazione in cui gli afroamericani hanno il doppio delle probabilità rispetto ai bianchi di essere fermati dalla polizia e ricercati e dove 1 su mille rischia di essere ucciso, sette vescovi statunitensi, a capo di altrettante Commissioni nella Conferenza episcopale, ricordano che il razzismo: "è un pericolo reale e presente che deve essere affrontato frontalmente".

Stati Uniti: non si placano le proteste a Minneapolis dopo la morte di Floyd. Vescovi Minnesota: “Una tragedia”

Saint Paul e Minneapolis sono conosciute come le città gemelle: insieme formano un’unica area metropolitana, adagiata sulla riva del Mississipi. Dal 25 maggio Saint Paul e Minneapolis sono diventate il centro della rivolta afro-americana, con incendi, saccheggi, atti vandalici nel nome di George Floyd, morto perché un poliziotto bianco per otto minuti lo ha bloccato con un ginocchio sul collo, provocandone il soffocamento, nonostante l’uomo ripetesse: “Non riesco a respirare". Ieri sera una preghiera per la giustizia si è levata da ogni angolo della città, su richiesta del sindaco e dell’arcivescovo mentre una veglia veniva trasmessa in diretta dalla parrocchia afro-americana di Saint Peter Clavel

Usa, Trump ordina la riapertura dei luoghi di culto. La decisione dopo il calo nei sondaggi

L’ordine perentorio del presidente Donald Trump di riaprire già da questo fine settimana tutti i luoghi di culto ha scatenato le polemiche e le prese di posizione contrarie di diversi governatori. Decisivo sull’intervento di ieri è stata la pubblicazione del sondaggio del Pew Research Center che vedeva un calo di gradimento verso il presidente da parte dei protestanti evangelici bianchi, il collegio elettorale più vicino a Trump. L’annuncio presidenziale ha costretto i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie deputati alla crisi del Covid-19, ad accelerare i tempi di pubblicazione delle linee guida per le comunità di fede

Stati Uniti. Lori Chesser (avvocato): “Il Covid-19 ha aperto la questione della protezione dei diritti umani nel nostro Paese”

La sospensione di tutti i permessi di lavoro, almeno per un anno, per chi emigra temporaneamente negli Stati Uniti è la nuova proposta sul tavolo del presidente Trump in tempi di Covid-19. Più che dai rischi sanitari, in realtà le varie misure di limitazione all'immigrazione sono legate a motivi economici e di presunta tutela dei posti di lavoro per i cittadini statunitensi. Ma la realtà è che molti lavoratori, essenziali in settori disagevoli come quello agricolo, la lavorazione delle carni e degli alimenti, le pulizie degli ospedali e delle città, sono immigrati illegali. Il Sir ha intervistato Lori Chesser, avvocato per l'immigrazione, intervenuta alla Settimana mondo unito, promossa dai giovani del Movimento dei Focolari

Usa: negli ospedali il rischio è il principio utilitaristico a scapito di anziani e disabili

Contro il Coronavirus il presidente Trump ha evocato in queste settimane lo spettro di una guerra contro un nemico invisibile e, mentre il linguaggio diventa familiare con prima linea, armi per combattere il virus, medici in trincea, sistemi di protezione, le parole sui diritti alla salute e ad essere curati diventano fioche, soprattutto quando i titolari sono anziani, persone con disabilità o appartengono alle minoranze. A delineare il problema è Charlie Camosy, docente di bioetica che parla apertamente di "violazione dei diritti civili"

Negli Stati Uniti del lockdown il servizio pastorale si svolge con la fantasia della carità

Con più di 15.074 morti a New York, oltre 42mila in tutti gli Usa e quasi 850mila contagiati, gli Stati Uniti continuano il lockdown contro il coronavirus. Nella contingenza che tocca migliaia di posti di lavoro perduti e che cerca di spingere alla riapertura anticipata, si inserisce anche la questione della partecipazione alla celebrazione dei culti. Nonostante tutte le difficoltà però, i sacerdoti cattolici non mancano di creatività per raggiungere i fedeli: dalla benedizione in bicicletta alle confessioni nei parcheggi

Coronavirus Covid-19: al confine tra Messico e Usa si rischia una strage tra i migranti detenuti

L'accorato appello del vescovo di El Paso, mons. Mark J. Seitz, agli agenti per l’immigrazione che sorvegliano l’ingresso dal Messico: rilasciare i migranti non violenti dalle strutture di detenzione per evitare che l'epidemia possa provocare molte morti. Ma che la situazione dei migranti sia al collasso è noto solo a quei sacerdoti, alle religiose e agli attivisti che su quel confine vedono consumarsi quotidiane ingiustizie. I migranti detenuti non sono criminali, ma persone che hanno attraversato il confine spinte da serie necessità economiche e da notevoli pericoli per la vita.

I volontari Caritas tra i senzatetto sull’asfalto di Las Vegas. Mons. Thomas: “Dei santi camminano in mezzo a noi”

Le decine di persone sdraiate sull’asfalto del parcheggio di Las Vegas fino a due giorni fa erano ospiti della struttura della Caritas cittadina. Poi uno di loro è risultato positivo al Coronavirus e per evitare il diffondersi del contagio la struttura è stata chiusa. Mentre le centinaia di hotel della città sono vuoti e chiusi, 177 senzatetto dormono su un posto macchina. Al loro fianco i volontari della Caritas e il vescovo, mons. George Leo Thomas.