Le parole d’esordio di Greta Thunberg, la giovanissima attivista svedese, non lasciano indifferenti i grandi della terra riunti a New York per il summit sul clima. Gli applausi sono contenuti, mentre Greta si commuove e l’ascolto resta serio e composto, come quello riservato poco prima al segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, che non è stato meno tenero nel suo discorso di indirizzo ai capi di stato e di governo seduti di fronte a lui
Giunto a 70 anni il cantante statunitense non smette di narrare in musica l'amore e lo smarrimento, la solitudine, la famiglia e l'inesorabile scorrere del tempo. Consapevole che l’America vive un tempo di divisione, il Boss sceglie di mettersi in dialogo con il momento storico del Paese senza impantanarsi nel brutto e lasciar morire gli ideali del West. E senza dimenticare la dimensione religiosa
Le vittime sono 9 e i feriti 21 e tra questi una bambina di appena 17 mesi. Seth Ator, 36 anni, di Lorena è l’autore di questa tragedia. L’uomo è stato fermato dalla polizia per una violazione del codice della strada. In risposta ha sparato agli agenti, uccidendone ben due, ha sequestrato un furgone postale, sparando alla postina e armato di fucile automatico ha cominciato a colpire a caso tutte le persone che incontrava lungo la 42ma strada, il suo tragitto insensato, prima di essere ucciso nel parcheggio di un cinema in un centro commerciale tra Odessa e Midland
Città lontane eppure tutte in lacrime per la stessa identica ragione: sparatorie di massa. Morti. Feriti. E gli autori sono ancora una volta bianchi, americani, armati di fucili che in un minuto hanno tranciato la vita di 9 persone nella zona culturale e notturna di Dayton e ne hanno uccise ben 20 al centro commerciale di Walmart a El Paso, mentre a Chicago si conta un morto e 11 feriti in un parco e in quartiere periferico. Mentre le vittime sono rimosse dai luoghi della tragedia, si prega, si veglia. Si è pregato ieri sera al muro di confine. Si prega nelle scuole, nella sede della squadra sportiva, nelle messe e nelle funzioni
“Non stiamo facendo abbastanza, dobbiamo agire e avere un’agenda per sradicare alla radice il problema”, ha detto a più riprese mons. Marcelo Sanchez-Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle scienze sociali, che a nome di Papa Francesco ha sottolineato con forza che la tratta “è un crimine contro l’umanità, una ferita frutto della globalizzazione dell’indifferenza” e serve agire