Neppure le chiese, gli ospedali e le scuole potrebbero essere risparmiate da quella che il prossimo presidente americano, Donald Trump, ha definito la "più grande operazione di deportazione nella storia americana" che espellerà dal territorio statunitense 11 milioni di presunti immigrati illegali. A pochi giorni dall’insediamento di Trump, vari vescovi e diversi leader religiosi stanno correndo ai ripari, soprattutto dopo che il coordinatore delle politiche al confine, Tom Homan, ha già chiarito che le restrizioni sui luoghi protetti saranno accantonate e ha autorizzato un'incursione su larga scala vicino a Bakersfield, in California, facendo arrestare dozzine di lavoratori agricoli stagionali e terrorizzando gli altri lavoratori a giornata.
Le bandiere a mezz’asta che ancora sventolano su tutti gli edifici governativi, ma anche sui ponti, nelle stazioni ferroviarie e su tanti tetti delle case di Washington D.C. e di tante città americane sono il lutto collettivo con cui l’America ha accompagnato e continuerà ad accompagnare fino al 29 gennaio la morte di Jimmy Carter.
“Los Angeles è assediata dagli incendi”, racconta il prof. Giampi Sciutto, testimone del dramma che ha devastato quartieri, scuole e luoghi di culto. Oltre 130mila persone evacuate e migliaia di case distrutte, mentre chiese come Santa Monica e Corpus Christi si sono adoperate per accogliere gli sfollati. L’arcivescovo di Los Angeles, mons. José Gomez, ha invitato la comunità a essere strumenti di amore e sostegno per chi soffre. Gli incendi, alimentati dai venti, hanno già consumato 28mila acri, lasciando una scia di distruzione e dolore
Un attacco terroristico ha trasformato il Capodanno di New Orleans in una tragedia: Shamsud-Din Jabbar, ex militare radicalizzato, ha investito la folla a Bourbon Street con un furgone, uccidendo 15 persone e ferendone 30. Dopo uno scontro con la polizia, Jabbar è stato ucciso, mentre l’FBI indaga su possibili complici. L’arcivescovo di New Orleans ha invitato a non perdere la speranza, anche in mezzo a tanto dolore
Nella dichiarazione con cui il presidente degli Usa ha annunciato la sua decisione ha chiarito: "Non fraintendete: condanno questi assassini, mi dispiace per le vittime dei loro atti spregevoli e provo dolore per tutte le famiglie che hanno subito perdite inimmaginabili e irreparabili", ma allo stesso tempo ha voluto mostrare ampia distanza dal presidente eletto Donald Trump che ha promesso di riprendere le esecuzioni
Sarà la numero 203 dell'anno la sparatoria avvenuta ieri, lunedì 16 dicembre, alla Abundant Life Christian School di Madison, in Wisconsin: una scuola privata frequentata da oltre 390 studenti dalla scuola materna alla classi del superiore. A morire sotto i colpi dell’arma da fuoco, imbracciata da una studentessa di 17 anni, presunta assassina, sono stati un altro studente e un’insegnante. Il loro decesso, secondo l’organizzazione anti-violenza Everytown for Gun Safety aggiunge 2 morti ai 56 già registrati nelle scuole in tutto il 2024, che sempre negli istituti scolastici ha registrato 153 feriti, includendo gli ultimi sei registrati proprio nella scuola di Madison
I cattolici americani bianchi sono stati determinanti per la vittoria elettorale di Donald Trump, il prossimo 47° presidente degli Stati Uniti. Gli exit poll pubblicati dal Washington Post il 5 novembre, hanno mostrato che il 56% degli elettori cattolici ha sostenuto Trump, rispetto al 41% per Harris
I seggi non sono ancora tutti chiusi, ma le proiezioni non lasciano margini a stravolgimenti del verdetto: Donald J. Trump sarà il 47° presidente degli Stati Uniti e il Senato è tornato a guida repubblicana. Sulla Camera i margini di vittoria per il Grand Old Party (altro nome dei repubblicani) non sono ancora netti, ma un’eventuale sconfitta sarebbe marginale, rispetto ad un partito che ha in mano il potere giudiziario, potendo contare su una maggioranza conservatrice alla Corte Suprema, il potere esecutivo e una parte rilevante di quello legislativo
L’anno elettorale per eccellenza, che ha visto metà della popolazione mondiale al voto, con risultati che quasi mai hanno premiato il governo in carica, avrà oggi il suo culmine nelle elezioni Usa