“Queste Giornate sociali cattoliche europee sono importanti perché mostrano che i cristiani, i cattolici, sono vivi in Europa e che possiamo lavorare per la solidarietà e per il benessere di ciascuno cittadino di questa Europa, specialmente per i giovani e per l’avvenire che abbiamo a cuore tutti”.
“L’importanza di questo incontro emerge chiaro nelle parole stesse pronunciate oggi dal Papa, cioè il fratello è fratello e quindi tra fratelli è importante incontrarsi per tenere vivo un dialogo. Penso che nasca da qui l’importanza del prossimo incontro tra il Papa e il Patriarca”.
“A noi, come Chiesa, non è richiesto lo spirito della conquista e della vittoria, la magnificenza dei grandi numeri, lo splendore mondano. Tutto ciò è pericoloso. È la tentazione del trionfalismo. A noi è chiesto di prendere spunto dal granello di senape, che è infimo, ma umilmente e lentamente cresce”.
“Oggi erano seduti tutti in prima fila alla preghiera ecumenica con Papa Francesco. Erano felicissimi. Ma hanno alle spalle storie di viaggi disperati, lacrime e separazioni di affetti familiari inimmaginabili”.
“Fili spinati per non lasciare entrare il rifugiato. Quello che viene a chiedere libertà, pane, aiuto, fratellanza, gioia e che sta fuggendo dall’odio si trova davanti un odio chiamato filo spinato. Che il Signore risvegli la coscienza di tutti noi davanti a queste cose. Non possiamo tacere e guardare dall’altra parte in questa cultura dell’indifferenza”.
“Escalation della guerra ibrida” e dispiegamento di “truppe militari russe senza precedenti intorno ai nostri confini”. A lanciare l’allarme ed esprimere preoccupazione per questa “nuova minaccia” sono i vescovi della Chiesa greco-cattolica ucraina che in un appello diffuso oggi dal loro Sinodo chiedono ai fedeli di “continuare digiuno e preghiera per sostenere spiritualmente la nazione”.
La Commissione degli episcopati dell’Unione europea (Comece) “accoglie con favore” il ritiro delle linee guida interne della Commissione europea sulla comunicazione inclusiva ma sulla parte relativa soprattutto al Natale, il presidente dei vescovi Ue, card. Jean-Claude Hollerich, avverte: “Il prezioso principio dell’inclusione non dovrebbe causare l’effetto opposto dell’esclusione”.
“La voce del Papa è importante ma è importante ora che le sue parole arrivino ai governanti”. Raggiunto telefonicamente dal Sir, così don Andrei Aniskevich, direttore di Caritas Bielorussia, commenta le parole pronunciate da Papa Francesco sui migranti e soprattutto l’appello “accorato” lanciato dal Santo Padre “a coloro che possono contribuire alla risoluzione di questi problemi, in particolare alle autorità civili e militari, affinché la comprensione e il dialogo prevalgano finalmente su ogni tipo di strumentalizzazione e orientino le volontà e gli sforzi verso soluzioni che rispettino l’umanità di queste persone”.