“Il danno materiale è così enormemente alto che ci vorrà molto tempo per ritornare alla vita normale. La gente ha perso case, piantagioni, macchinari e materiali per la pesca e per l’agricoltura. Il Governo, la popolazione, la Chiesa ed altre entità stanno valutando l’impatto di questa calamità per poter iniziare l’opera della ricostruzione, invitando la comunità internazionale a contribuire”.
“Invito tutti i figli della nostra Chiesa ad unirsi alla veglia spirituale di preghiera. Ovunque voi siate – a casa o sui mezzi di trasporto, in viaggio per andare a lavorare o sul posto di lavoro, a scuola o all’università – vi chiedo di pregare per la pace in Ucraina. Pregate di persona e unitevi alla preghiera della comunità ecclesiale nelle vostre parrocchie, cattedrali, monasteri in cui vi trovate”.
Intervista a Aldo Ferrari, dell'Università Ca' Foscari di Venezia: “La guerra non dovrebbe scoppiare perché non ce ne sono ragioni e interessi oggettivi. Però, attenzione, ci sono tanti casi di guerre che sono scoppiate in maniera irrazionale. Pensiamo alla Prima guerra mondiale quando saltò tutta l’Europa per nulla. Credo quindi che in questa situazione la risposta peggiore sia quella di alzare il livello dello scontro e della contrapposizione"
Città deserta. Parrocchie abbandonate. Bombardamenti da terra e attacchi aerei continui, giorno e notte. Elettricità e connessione Internet interrotta. La gente è fuggita. Nei campi profughi le condizioni sanitarie sono precarie. La gente ha paura ed è traumatizzata. Si vive così a Loikaw, capitale dello Stato birmano di Kayah, nell’Est del Paese, a prevalenza cristiana, dove nelle ultime due settimane sono aumentati gli attacchi armati della giunta militare. Il Sir ha raccolto la testimonianza drammatica dell’amministratore apostolico della città, padre Celso Ba Shwe: “Facciamo ripetutamente i nostri appelli alla comunità internazionale”, ma senza risultati
Un appello all’Europa per la situazione in Ucraina, per chiedere alla comunità internazionale di “sostenere il Paese di fronte al pericolo di un’offensiva militare russa” e auspicare che “la crisi venga superata, esclusivamente, attraverso il dialogo”.
È emergenza acqua potabile e dolce a Tonga. L’isola è ricoperta da una spessa coltre di cenere dopo l’eruzione del vulcano sottomarino HungaTonga-Hunga-Ha’apai il 15 gennaio, che ha innescato uno tsunami colpendo con violenza tutta la regione.
“Non possiamo permettere che una tale violenza e un tale disprezzo per la vita umana e per l’integrità fisica si radichino nel nostro tempo e nella nostra cultura. Papa Francesco nell’omelia per il primo giorno dell’anno, appena due settimane fa, ha affermato che la violenza contro le donne è un oltraggio a Dio”.
Intervista a mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. “Viviamo in una società divisa e polarizzata. Tutti cercano scorciatoie che sembrano risolvere il problema. Le problematiche che si sono aperte, sono nuove e sono enormi. Ci stanno pesando, ferendo e interrogando. Proprio perché siamo in una situazione così grave, la soluzione è difficilissima e la dobbiamo cercare insieme, con umiltà e con spirito di collaborazione”