Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Mons. Jozic (nunzio), “salvare le vite umane. Migranti, nella morsa del freddo e del Covid”

Valico di confine di Kuznica-Bruzgi, tra Bielorussia e Polonia. Per proteggere le persone dal freddo invernale, il governo ha predisposto per l’accoglienza dei centri logistici, sistemando dei magazzini che si trovano a pochi chilometri dal confine. Sono ospitati in questi centri soprattutto donne e bambini. “Fuori”, invece, tra chi ancora tenta di superare a tutti il confine per entrare in Polonia, si continua a morire, per assideramento e stremo. Non ci sono cifre esatte sulle vittime. Purtroppo, a questa situazione, incombe anche lo spettro del Covid con i primi malati. Il nunzio apostolico di Bielorussia al Sir: "Rispettare la dignità di ogni persona e salvare la vita umana devono essere gli imperativi, al di là di ogni considerazione e schieramento politico. Per questo abbiamo invitato le autorità di tutti i Paesi interessati ad agire con decisione e rapidità per trovare soluzioni almeno temporanee”.

Naufragio nella Manica. Nichols e Welby, “la morte di tante vite umane è un tragico richiamo all’azione”

Ci sono anche bambini e donne incinte tra le vittime dell'ultimo naufragio di migranti avvenuto ieri nel Canale della Manica. “La terribile perdita di così tante vite umane nella Manica è un tragico richiamo all'azione”, afferma il card. Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e primate della Chiesa cattolica inglese. Gli fa eco sempre da Londra l’arcivescovo anglicano di Canterbury, Justin Welby: “Abbiamo bisogno di un sistema migliore basato su sicurezza, compassione, giustizia e cooperazione transfrontaliera. Così, non può andare avanti”

Myanmar. Diocesi di Loikaw: 18 medici e infermieri volontari della “Karuna Clinic” (Caritas) interrogati e arrestati dai militari

Arresti e interrogatori. La giunta militare colpisce la Karuna Clinic, uno dei tanti centri ospedalieri sostenuti dalla Chiesa cattolica nel Paese, in prima linea nel fornire gratuitamente servizi medici nelle aree di conflitto. A Loikaw, 18 medici e infermieri volontari sono stati prelevati dai militari della giunta il 22 novembre e si trovano attualmente in stato di arresto e posti sotto interrogatorio. Sono sospettati di accogliere e curare nella clinica anche i feriti della Pdf (People Defending Force). Con loro si trovano anche Padre Philip Aung Nge, responsabile del team diocesano di Pronto Intervento (Emergency Response), e due suore religiose. I religiosi non sono però in stato di arresto: hanno accompagnato il team “solo per aiutarli in caso di necessità”

Vittime di abusi. Mons. Ghizzoni (Cei): “Chiediamo perdono, siamo pronti ad ascoltarvi e accompagnarvi”

Si celebra oggi giovedì 18 novembre, per la prima volta in Italia, la Giornata nazionale di preghiera per le vittime e i sopravvissuti agli abusi. “Alle vittime, chiediamo perdono ed esprimiamo tutta la nostra vicinanza umana e soprattutto disponibilità ad accogliere la loro esperienza, ascoltare la loro storia e accompagnarle secondo le loro esigenze”, dice mons. Lorenzo Ghizzoni, presidente del Servizio nazionale della Cei per la tutela dei minori e degli adulti vulnerabili. E aggiunge: “In tanti Paesi, ci sono state ondate di casi e denunce. Noi, in Italia, non l’abbiamo avuta. Ma questo non dipende dal fatto che la Chiesa italiana stia spegnendo, trascurando o tacitando le vittime o le denunce”

Delegazione Caritas al confine per portare aiuti di prima necessità ai migranti: “Non possiamo rimanere indifferenti”

Una delegazione della Caritas Bielorussia ha consegnato questa mattina pacchi di prima necessità ai migranti che si trovano sul valico di confine di Kuznica-Bruzgi. A coordinare l’iniziativa il direttore della Caritas Bielorussia, don Andrei Aniskevich. Il convoglio della Caritas in realtà non ha potuto raggiungere le migliaia di migranti che si trovano al confine, perché le autorità non lasciano passare né operatori umanitari né giornalisti. Gli operatori però hanno potuto incontrare le persone accolte in un centro logistico che le autorità hanno liberato e sistemato per accogliere soprattutto donne e bambini. “Quello che vogliamo fare è essere vicini a questa gente”, dice il direttore Caritas, “non guardare ai risvolti politici di questa situazione ma puntare lo sguardo ai volti di queste persone. Sono i volti di uomini, donne e bambini che hanno lasciato tutto, hanno poco da mangiare, hanno freddo. Non possiamo rimanere indifferenti alla loro sofferenza”

Myanmar. Mons. Han (Yangon): “Senza pace, non possiamo sperare”

“In questo periodo di difficoltà e dolori, la Chiesa in Myanmar trasforma i seminari maggiori cattolici, le case di ritiro, i conventi e i complessi ecclesiastici in centri di quarantena Covid-19, luoghi di rifornitura di ossigeno, cliniche temporanee e ospedali. Nella residenza stessa del cardinale, ha luogo una fabbrica di impianti di ossigeno”. E’ il “volto” del “cammino sinodale” che si è aperto anche nella piccola Chiesa del Myanmar. A raccontarlo da Yangon è mons. John Saw Yaw Han, segretario generale della Conferenza episcopale birmana. “La nostra grande preoccupazione è per la riconciliazione nazionale e la soluzione pacifica delle attuali crisi il più presto possibile. Senza pace, non possiamo sperare in un'adeguata assistenza sanitaria, una buona educazione e lo sviluppo del Paese”.