Sono stati ascoltati ieri in audizione in Assemblea nazionale i rappresentanti di diverse religioni in Francia dove hanno potuto esprimere le loro aspettative, ma anche le loro reticenze e preoccupazioni, rispetto al disegno di legge presentato dal governo per combattere il separatismo soprattutto di origine islamista, rafforzando il controllo dello Stato sui culti e le associazioni.
“Gioiosa sorpresa”. È quanto esprime mons. Paolo Pezzi, metropolita dell’Arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca e presidente della Conferenza dei vescovi cattolici della Russia, riguardo alla traduzione in lingua russa dell’enciclica di Papa Francesco “Fratelli tutti”, realizzata dalla casa editrice Medina e dall’International Muslim Forum.
"Vedo entrambi gli aspetti: una grandissima preoccupazione per il futuro, ma anche una generosità e una capacità a vivere queste restrizioni in uno spirito di solidarietà". La speranza - dice in questa intervista fr. Alois, priore della comunità ecumenica di Taizé - non è "fiducia ingenua" ma "un invito a cambiare il nostro modo di vedere, a far rinascere quella fiducia, radicata in noi". Con questo "spirito", l'incontro europeo dei giovani animato dalla comunità di Taizé si svolgerà quest'anno, per la prima volta nella storia, online dal 27 dicembre 2020 al 1° gennaio 2021. I giovani potranno seguirlo attraverso una piattaforma digitale dove possono partecipare a workshop, momenti di preghiera e meditazione. La sfida più grande? "Resistere alla tentazione del ciascuno per sé". "Siamo un'unica famiglia umana" e "abbiamo bisogno gli uni degli altri"
“Nessuno si salva da solo”. “Abbiamo bisogno l’uno dell’altro, per porre fine alla pandemia, per costruire un’economia più verde e più giusta, per porre fine alla distruzione del Creato”.
“Non siate tra quelli che seminano la disperazione e generano una diffidenza costante, questo neutralizzerebbe la forza della speranza che ci viene offerta dallo Spirito di Cristo risorto. Al contrario, lasciatevi abitare da questa speranza. Vi darà il coraggio di seguire Cristo e di lavorare con e per i più svantaggiati, in particolare quelli che faticano ad affrontare le difficoltà del tempo presente”.
“Finalmente sono a casa”. Così in un messaggio al Sir mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo metropolita di Minsk-Mogilev e presidente della Conferenza dei vescovi bielorussi, annuncia il suo ritorno a Minsk oggi, dopo 4 mesi “in esilio” in Polonia.
“È cruciale mantenere il dialogo con le Chiese”, soprattutto “quando si prendono in considerazione raccomandazioni che hanno un impatto su questioni religiose”.
“The Light from the Southern Cross: Co-Responsible Governance in the Catholic Church in Australia”. Si intitola così un Report di 32 pagine discusso, revisionato e approvato dai vescovi australiani nell’ultima assemblea plenaria di fine novembre. Un primo passo, non ultimo, di un processo in continua evoluzione per prendere atto e risolvere i “fallimenti sistemici” che purtroppo hanno permesso nel passato crimini e abusi. "È qualcosa che non è mai stato fatto prima”, dice l’arcivescovo Mark Coleridge, presidente dei vescovi australiani presentando il testo. "Fornirà un punto di riferimento di valore inestimabile sul modo in cui guardiamo al futuro".