Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Campi estivi per 700 bimbi ucraini in Italia: “È il nostro piccolo contributo alla pace”

Il primo gruppo è già arrivato nella diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca sabato 15 giugno. Sono stati accolti nell’oratorio-ostello “Oasi del Bello” e provengono dalla città di Nikopol in Ucraina, a pochissimi chilometri dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Hanno alle spalle un viaggio lungo 60 ore e mentre salivano a bordo dell'autobus, hanno sentito delle esplosioni. È la Puglia, quest'anno, a dare il via ufficiale al programma di "vacanze solidali" della Cei per bimbi ucraini

Elezioni europee: appello contro l’astensionismo di mons. Crociata (vescovi Ue), “incoraggio soprattutto i cattolici ad andare a votare per un’Europa migliore per tutti”

“Come Presidente della Comece, voglio incoraggiare ancora una volta tutti i cittadini europei, soprattutto i cattolici, a votare alle prossime elezioni europee e a farlo in modo responsabile, scegliendo candidati e partiti che continuino a costruire un’Europa migliore per tutti, un’Unione europea di valori condivisi e genuini, che promuova la pace, sia all’interno del nostro continente che oltre, la giustizia, i diritti umani, la democrazia, la solidarietà e la cura della nostra casa comune”.

Ebrei, musulmani, sikh, indù, religioni africane. Da Roma ad Assisi, un pellegrinaggio di pace nel segno del dialogo

400 persone di tutte le religioni. Ebrei, musulmani, sikh, baha’i, rappresentanti delle religioni tradizionali africane. Di circa 40 nazioni del mondo. Si sono dati appuntamento a Castel Gandolfo e poi dopo l’udienza in Vaticano con Papa Francesco, si sono messi in pellegrinaggio verso Assisi, la città di Francesco, l’apostolo della pace e dell'ecologia integrale. “Ci siamo ritrovati qui dopo tanti anni dall'ultimo incontro – racconta al Sir Antonio Salimbeni - e l’esperienza che stiamo facendo è incredibile, di famiglia e di presenza del divino”. “One human family”, è il titolo che i promotori hanno voluto dare al convegno.

Corsa al riarmo in Europa. Vignarca: “Una scelta di pace è sempre praticabile e possibile ma ci vuole coraggio”

Dopo l'apertura del presidente francese Emmanuel Macron, altri Paesi europei stanno dando il via libera in queste ore all'uso delle armi occidentali contro obiettivi strategici sul suolo russo. Anche il presidente americano Joe Biden starebbe valutando la revoca dei limiti imposti a Kiev sull'uso del materiale bellico inviato. Francesco Vignarca, coordinatore della Rete italiana pace e disarmo: “Se si punta tutto su un'escalation e su un rafforzamento dello scontro, è chiaro che si attutiscono gli spazi per altre strade”

Frana Papua Nuova Guinea. P. Licini: “La montagna è venuta giù, non c’è speranza di trovare superstiti”

“La montagna è venuta giù alle 3 di notte per conto suo. Come succede ovunque nel mondo. Nessuno può farci niente. Nessun segnale premonitore”. È padre Giorgio Licini, missionario del Pime e segretario generale della Conferenza episcopale della Papua Nuova Guinea a raccontare al Sir la catastrofe che nella notte tra il 23 e il 24 maggio ha investito la provincia di Enga dove una frana ha colpito decine di abitazioni e alcuni villaggi provocando finora – secondo le previsioni delle Nazioni Unite – 2 mila morti, rimasti sepolti sotto la terra. Intanto è partita la macchina della solidarietà e si è mobilitata anche Caritas Australia

Attacco su centro commerciale di Kharkiv, tra le vittime Iryna e la figlia Maria. Don Semenkov: “Siamo una chiesa in guerra”

È il vescovo greco-cattolico Vasyl Tuchapets, esarca di Kharkiv, ad annunciare in un comunicato che nell’attacco russo del 25 maggio all'ipermercato "Epicentr" hanno perso la vita anche Iryna e sua figlia Maria, 12 anni. Erano parrocchiane della Cattedrale di San Nicola Taumaturgo a Kharkiv. La città ha indetto per oggi, 27 maggio, una giornata di lutto cittadino

Morte Raisi. Sabahi: “Sarà il leader supremo Khamenei a decidere, è lui che ha l’ultima parola su tutto”

Farian Sabahi, giornalista e scrittrice di origine iraniana, parla delle prospettive possibili che si aprono all’indomani dell’incidente in elicottero nel quale ha perso la vita anche il Presidente della Repubblica islamica Ebrahim Raisi: “La partita si gioca esclusivamente tra i ranghi dei conservatori e degli ultraconservatori. In ogni caso, per ora a decidere è sempre e soltanto il leader supremo Ali Khamenei: è lui che ha l’ultima parola su tutto, compresi la politica estera e il nucleare”