Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

La preghiera per la pace ieri al Santuario di Berdychiv. Padre Mykhalkiv, “è la diplomazia del dialogo”

“Quello che è stato importante per tutti noi è vedere la grande serenità del cardinale. Una serenità che proviene dalla fede. Una serenità che ci ha dato speranza, sostegno, vicinanza. E’ la serenità di chi capisce che cosa succede, ma sa trasformare nella fede questa condivisione in speranza”. A raccontare al Sir come è andata ieri la Messa celebrata dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin nel santuario della Madonna del Carmine, a Berdychiv, è padre Ruslan Mykhalkiv, rettore del Seminario della diocesi di Kyiv-Zhytomir. “Non mi sento uno specialista e non saprei distinguere i diversi tipi di diplomazia che esistono. Per quello però che ho visto e capito, proverei a dire che è una diplomazia di dialogo, che cerca sempre e in qualche modo di trovare un posto in cui sia possibile parlare e cercare di capire l'altro”.

Rielezione Metsola e von der Leyen. Mons. Crociata (Comece): “L’Unione riparta dall’ascolto dei popoli e dalla ricerca della pace”

L’augurio di mons. Crociata, presidente dei vescovi Ue, a Roberta Metsola rieletta presidente del Parlamento europeo e a Ursula von der Leyen scelta di nuovo come presidente della Commissione europea. “Siamo speranzosi che l’esperienza maturata dalle due figure apicali le renda più sicure e determinate nell’agire più a fondo nelle questioni cruciali che l’Unione europea si trova ad affrontare in questo frangente piuttosto complesso della vicenda europea e di quella internazionale”

Papa Francesco: “tregua” per i Giochi Olimpici “nella speranza di una risoluzione dei conflitti”

“I Giochi Olimpici sono, per loro natura, portatori di pace e non di guerra. È con questo spirito che l’Antichità stabilì saggiamente una tregua durante i Giochi e che l’epoca moderna tenta regolarmente di riprendere questa felice tradizione. In questo periodo travagliato in cui la pace nel mondo è seriamente minacciata, auspico vivamente che tutti abbiano a cuore di rispettare questa tregua nella speranza di una risoluzione dei conflitti e di un ritorno alla concordia. Che Dio abbia pietà di noi! Illumini le coscienze di coloro che detengono il potere sulle gravi responsabilità che incombono su di loro, conceda agli operatori di pace il successo nei loro sforzi e li benedica”.

La storia di Oksana, moglie di un prigioniero. Torture, stupri e l’agonia di essere bruciato vivo. “Non è una guerra. È un genocidio”

“Non è una guerra tra l’Ucraina e la Russia. Questa è la guerra tra il bene e il male”. È un racconto degli orrori quello di Oksana Stomina, scrittrice di Mariupol, autrice del libro “Lettere non spedite”. Sono indirizzate al marito. Non lo vede dal 16 marzo 2022. Di professione faceva il portuale. Quando sono arrivati i russi, si è arruolato volontario nell’’esercito. Da allora di lui non sa più nulla. E’ stato preso, processato ingiustamente, messo in prigione. La lista degli “orrori” subiti dai prigionieri è lunghissima, oltre ogni immaginazione.

Il popolo della pace a Kyiv. Moretti (Mean): “Sono passi di una diplomazia dal basso”

Si è conclusa ieri l’XI missione del Movimento europeo di Azione nonviolenta a Kyiv, con un incontro al Palazzo di Ottobre dove i partecipanti italiani insieme ai referenti ucraini hanno affrontato in diversi gruppi di lavoro alcuni temi complessi sulla pace. Dai “corpi civili di pace europei” alla “Commissione per la verità e la riconciliazione”, al ruolo del dialogo interreligioso ed ecumenico, fino alla delicatissima ferita dei “traumi di guerra”

Preghiera per la pace a Kiev: “La guerra è contro Dio e non ha mai scuse”

Un’invocazione di pace ieri sera in piazza Santa Sofia di Kyiv, cuore religioso del Paese. Sul palco si alternano vescovi cattolici e greco-cattolici, rappresentanti delle Chiese armeno apostolica, gli avventisti del Settimo Cielo, gli evangelici ma anche ebrei e membri della Comunità islamica. Ad animare l’iniziativa ci sono i rappresentanti dei movimenti e delle associazioni che con il Progetto Mean (Movimento europeo non violento) sono arrivati a Kyiv per dire con la loro presenza che il popolo ucraino non è lasciato solo. A seguire virtualmente dall’Italia, 25 “piazze” dal Nord al Sud del Paese. “Chi è venuto oggi a Kiev – ha detto il nunzio apostolico mons. Kulbokas - si assume la guerra sulle proprie spalle. Significa dire: 'Quando attaccate l'Ucraina, state attaccando e aggredendo anche noi'”

Mons. Kulbokas (nunzio): “L’attacco all’ospedale di Kiev è un monito alle coscienze: la guerra va fermata”

Il nunzio apostolico sull’attacco all’ospedale pediatrico di Kyiv: “Mi sono chiesto in questi giorni, durante la messa, che significato abbia un attacco così. Mi è venuta in mente una risposta. Questi momenti così brutali possono scuotere le coscienze in modo che sia chiaro a tutti che la guerra non va tollerata in nessun modo. Non ci possono essere spiegazioni, motivi, giustificazioni di nessun tipo. La guerra va fermata. Va fermato l'aggressore”

Tra le macerie dell’Ospedale pediatrico di Kyiv. Direttore sanitario: “Non ci arrenderemo alla morte”

Prima tappa della missione Mean a Kyiv, l’ospedale Okhmatdyt, il più grande istituto pediatrico dell’Ucraina colpito lunedì 8 luglio da un missile russo che ha centrato il reparto di dialisi e il reparto di rianimazione. Il direttore sanitario della struttura racconta cosa è successo durante l’attacco, l’eroismo dei medici, la solidarietà dell’intera città ma soprattutto la forza di rialzare la testa e riportare a piena funzionalità la struttura. Gli attivisti italiani hanno ascoltato, visitato i luoghi del disastro in silenzio. Poi si sono presi per mano ed hanno recitato la preghiera universale del Padre Nostro