Il 17 gennaio si celebra la Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei che ha per tema quest'anno "La speranza contro ogni antisemitismo" mentre dal 18 al 25 gennaio si svolge la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Mons. Derio Olivero, vescovo di Pinerolo e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo della Cei, dice: “Non siamo né ottimisti né pessimisti, siamo speranzosi dove la speranza non vuol dire che andrà tutto bene. Avere speranza significa essere capaci di avere ancora dei sogni e di averli anche al buio, perché sappiamo che non c’è oscurità che non sia abitata da Gesù Cristo”
Il Nagorno Karabakh appare sempre più come una “partita” giocata tra Russia, Stati Uniti, Europa e Turchia, sulla pelle delle 100mila persone costrette a lasciare la loro terra e a rifugiarsi in Armenia, senza casa e senza futuro. “Il mondo – dice padre Tirayr Hakobyan, archimandrita della Chiesa apostolica armena in Europa occidentale – non può chiudere la bocca di fronte a quanto sta accadendo e celare la verità. La giustizia non può rimanere ostaggio degli interessi. Questo silenzio renderà le guerre più prepotenti ma quel punto nessuno riuscirà più a fermarle”
William Lai vince le presidenziali, ma il suo Partito democratico progressista perde la maggioranza assoluta in Parlamento. Finiscono in un quadro “molto incerto” le elezioni generali che si sono svolte sabato 13 gennaio a Taiwan per la nomina del nuovo presidente e il rinnovo del Parlamento. La Cina ha fatto subito sapere che la “riunificazione è inevitabile”. Mentre Joe Biden ha dichiarato esattamente il contrario. Secondo Francesco Sisci, "la situazione dovrebbe rimanere tranquilla almeno fino alle elezioni"
Taiwan al voto. Sabato 13 gennaio l'isola di fatto indipendente ma che la Cina vuole "riunificare", eleggerà un nuovo presidente e i membri del Parlamento. Alle urne sono chiamati 19,3 milioni di elettori. I riflettori sono puntati su un appuntamento elettorale che potrebbe ridefinire le relazioni tra Taipei e Pechino, nel più ampio contesto dei rapporti tra Repubblica Popolare e Stati Uniti, da sempre ai ferri corti. Il parere di Francesco Sisci: “La possibilità di incidenti e di errori sono limitati perché sia Pechino sia Taipei si conoscono molto bene e sanno come misurare la tensione”
Si è celebrata a Seul, nella cattedrale di Myeongdong, una messa per la pace e la riconciliazione nella penisola coreana. Negli ultimi giorni, è salita la tensione tra la Corea del Sud e la Corea del Nord. Pyongyang ha compiuto "esercitazioni" sparando ripetutamente sull'isola sudcoreana di Yeonpyeong e provocando la reazione di Seul, che ha a sua volta iniziato a sparare colpi d'artiglieria. Nell’omelia mons. Job Yobi Koo, vescovo ausiliare di Seul, ha detto: “È il momento di lasciar cadere l’odio per percorrere il cammino mostrato da Gesù. Preghiamo insieme affinché possiamo diventare apostoli della pace”
Il capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina Andriy Yermak ha avuto ieri un colloquio telefonico sia con il Segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, sia con il card. Matteo Zuppi, inviato speciale di Papa Francesco e presidente della Conferenza episcopale italiana. La notizia – riferita anche in lingua inglese sulla pagina web del presidente Zelensky – è stata rilanciata dalla Conferenza episcopale ucraina.
Nel 2023 sono stati uccisi nel mondo 20 missionari: 1 Vescovo, 8 sacerdoti, 2 religiosi non sacerdoti, 1 seminarista, 1 novizio e 7 tra laici e laiche.
“Il mondo intorno a noi si sta fratturando e polarizzando. La guerra tornò in Europa e nel Medio Oriente. La fede è usata per separare le persone invece di riunirle. Forze estreme stanno cercando di seminare divisione all’interno delle nostre società, invece di promuovere la cooperazione per il bene comune. Tutto questo è pericoloso, ma niente di tutto ciò è inevitabile. La storia di Taizé – e dell’Europa – ci insegna che la diversità non deve portare alla divisione e che la riconciliazione è sempre possibile”.
Dopo Madrid, Breslavia, Torino e Rostock, il 46° Meeting europeo di Taizé si svolgerà a Lubiana, capitale della Slovenia, da giovedì 28 dicembre 2023 a lunedì 1° gennaio 2024. Arriveranno in migliaia da tutta Europa, anche dall’Ucraina e da altri Paesi del mondo. “Quando viene data ai giovani l’opportunità di incontrare persone di altre nazioni, gli stereotipi cadono”, dice fr. Matthew, priore della comunità di Taizé in questa intervista al Sir: “E scoprono nell’altro un'umanità comune. E se siamo cristiani, un cammino comune nella fede. Attraverso questi contatti personali può nascere qualcosa di bello”