Un appello ai combattenti di entrambe le parti in conflitto e ai militari: "smettete di uccidere, riconciliatevi e iniziate il dialogo". A lanciarlo tramite il Sir è il vescovo di Loikaw mons. Celso Ba Shwe, a seguito dell’attacco lunedì scorso contro una scuola dove sono purtroppo morti 4 bambini e gravemente feriti almeno 10. “Non so esattamente quanti”, confida subito il vescovo, ma “il posto non è molto lontano da dove viviamo adesso e quella mattina abbiamo visto gli aerei da combattimento volare sopra di noi e abbiamo sentito l'esplosione”.
È ancora scossa, la comunità cattolica della chiesa della Natività di Nostra Signora a Büyükdere (Istanbul) vittima, domenica scorsa 28 gennaio di un agguato terroristico nel quale ha perso la vita un uomo di 52 anni, Tuncer Cihal. Giovedì scorso è stata celebrata una Messa di riparazione con la consacrazione di un nuovo altare e innalzate preghiere per l’uomo ucciso durante l’attacco. Mons. Antuan Ilgit S.I., vescovo titolare di Tubernuca e vescovo ausiliare del Vicariato apostolico dell’Anatolia, racconta al Sir il clima che si respira nella piccola cattolica del Paese. “Cerco sempre di insegnare ai nostri giovani di non mettersi mai dalla parte di uno o dell’altro ma di posizionarsi solo dalla parte della pace. Anche perché come ci insegna il Santo Padre ‘la guerra è una sconfitta’ e chi fa il terrorismo punta a spaventarci e a paralizzarci”.
“I dati sono drammatici: risultano oltre 1.500 prigionieri politici in carcere”. Anche Amnesty International manifesta preoccupazione per l’ondata di arresti, avvenuti negli ultimi giorni, di decine di persone. Il Sir ne parla con Riccardo Noury, protavoce di Amnesty International Italia. La “stretta” è dovuta alla vicinanza delle elezioni parlamentari del 25 febbraio e del 4 aprile. Ma il 2023 è purtroppo stato segnato anche da un inasprimento della repressione contro i cattolici e membri di chiese cristiane
“La nostra comunità è sconcertata e impaurita” ma “se abbiamo fede non possiamo cedere alla paura e alla disperazione. Non dobbiamo cadere nella tentazione di chiuderci”.
“Il vaso è pieno!”. “Di fronte all’aumento dei costi che vi schiacciano, alle norme sempre più restrittive che vi vengono imposte, ai controlli permanenti, alle procedure amministrative eccessive, soffrite fino a gridare disperati”. Anche i vescovi francesi si schierano a fianco degli agricoltori. In una serie di messaggi e dichiarazioni pubbliche i vescovi scendono in campo assicurando la loro piena solidarietà ad un mondo agricolo in affanno
Si celebra il 27 gennaio il Giorno della Memoria per commemorare le vittime dell'Olocausto ma quest’anno cade in un clima surriscaldato da parole “distorte, fuori dal contesto, abusate e ribaltate”. Lo hanno più volte denunciato in questi giorni le comunità ebraiche. Mons. Ambrogio Spreafico: “Soprattutto nei tempi difficili siamo chiamati a continuare a fare passi di incontro e di dialogo. Ciò non significa essere d’accordo su tutto, ma nella differenza anche di giudizi e opinioni dobbiamo resistere alla deriva dell’impossibilità a parlarci, certi che sempre si possano trovare vie di confronto sereno e fecondo in un tempo in cui le divisioni e le contrapposizioni sembrano negare ogni dialogo sereno e costruttivo”
“Le suore sono state liberate. Ne siamo felici! Sia lodato e benedetto Dio!”. E’ un messaggio giunto questa mattina al Sir di mons. Pierre-André Dumas, vescovo di Anse-à-Veau-Miragoâne e vicepresidente della Conferenza episcopale haitiana ad annunciare la liberazione – avvenuta ieri sera – delle sei religiose della Congregazione delle suore di Sant’Anna che erano state rapite ad Haiti, venerdì scorso, 19 gennaio mentre viaggiavano su un mini-bus a Port-au-Prince. Per la loro liberazione domenica scorsa Papa Francesco aveva lanciato un appello con un invito anche alla “concordia sociale nel Paese” chiedendo a tutti di “ far cessare le violenze, che provocano tanta sofferenza a quella cara popolazione”.
Il Centro Studi per l’Ecumenismo in Italia ha censito le iniziative di preghiera e incontro che si sono promosse in 162 diocesi per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani dal 18 al 25 gennaio. Impossibile censire nel dettaglio tutti gli appuntamenti messi in programma in questo periodo nelle parrocchie e nelle diocesi ma due sono gli elementi forti che emergono: la preghiera dei cristiani per la pace, con un'attenzione particolare al Medio Oriente e l’attenzione al coinvolgimento dei giovani nel cammino ecumenico con laboratori, cacce al tesoro, visite alle diverse chiese proposte a bambini e ragazzi.
Preoccupano le minacce militari e la retorica sempre più bellicosa del leader nordcoreano Kim Jong-un che ha annunciato una completa revisione dei rapporti con la Corea del Sud e l’abbattimento del monumento alla riunificazione costruito dal padre a Pyongyang. Francesco Sisci: “La strategia del terrore, in tempo di pace, può essere controllata ma quando nel mondo tutto è per aria, è pericolosissima”. Quando ci sono due guerre aperte ed è alto il rischio di una escalation, "questa strategia può diventare incontrollabile”