La vita nei rifugi di Kherson è impegnativa. Tra i pasti caldi da preparare, stanze e letti da sistemare, visitatori e persone in difficoltà da accogliere e aiuti umanitari da distribuire. Si diffondono di bocca in bocca gli orrori vissuti a Kherson e nei villaggi vicini. La fame. Le mine. Le torture. Dopo l'euforia della liberazione le scoperte di una realtà di morte e distruzione. Maria, 16 anni. "Faccio fatica a pensare al futuro. Ma dopo aver pianto il primo giorno di guerra, non l'ho fatto più"
Non ci sono solo gli sfollati interni a bussare alle porte della Caritas Spes Odessa. Ci sono anche i poveri, in aumento a causa della guerra. La crisi, la fame, la perdita del posto di lavoro, l’inflazione e la riduzione degli stipendi: sono gli “effetti collaterali” di una guerra che miete vittime non solo sui campi di battaglia ma anche in città. Ci siamo accorti – racconta padre Piotr Rosochacki – che nel centro dove vengono distribuiti i vestiti, le persone cominciavano a chiederci coperte e sacchi a pelo. Abbiamo così scoperto che non avevano più una casa dove andare a dormire e avevano bisogno di proteggersi dal freddo”
Erano le 8 di mattina ieri quando un allarme aereo è risuonato per oltre 3 ore in tutta l'Ucraina. Gli attacchi sono diffusi su tutto il Paese. L’invito è a recarsi nei rifugi. Odessa, Mykolaiv, Kherson, Zaporizhzhia, Donetsk, Dnepropetrovsk, Poltava, Zhytomyr. Anche l’arcivescovo maggiore di Kiev Sviatoslav Shevchuk lancia un appello: “Esorto tutti a non trascurare le regole e i segnali di allerta aerea, a stare attenti, rimanere nei rifugi e a fare di tutto per salvare la vostra vita e quella dei vostri cari''. A causa dei bombardamenti, circa 10.000.000 gli ucraini rimasti senza elettricità. Anche parti della città di Odessa sono inghiottite nel buio
La curia di Odessa è al buio. Da due giorni non c’è riscaldamento. Le reti Internet sono staccate. In queste condizioni il vescovo, mons. Stanislav Shyrokoradiuk Ofm, lavora e vive con il suo staff. Da quando è scoppiata in febbraio la guerra, l’episcopio ha aperto le porte a tutti. Ogni giorno dalla cucina si distribuiscono 70/80 pasti caldi. Due giorni fa, il “pulmino” donato da Papa Francesco, carico di aiuti umanitari, è riuscito a raggiungere Kherson. “Ringraziamo il Papa”, dice il vescovo, perché “mai perde l’opportunità di ricordare il popolo ucraino e pregare per la pace. Questi appelli ci fanno capire che il Papa non dimentica il popolo che soffre”
Il ministro degli Esteri, Nicu Popescu: "Ogni bomba che cade sull'Ucraina colpisce anche la Moldova e la nostra gente. Chiediamo alla Russia di fermare la distruzione ora". Mentre i missili russi colpivano la Polonia, i media moldavi segnalavano estesi blackout in buona parte del Paese, dal territorio della Transnistria alla capitale Chisinau. Ma non ci sono solo problemi alla rete elettrica. Ci sono anche gli allarmi bomba, l’aumento del costo della vita e della povertà, l'insofferenza della popolazione. Sono gli "effetti collaterali" della vicina guerra in Ucraina. Fattori diversi che si stanno incrociando e che inevitabilmente creano incertezza e tensione
“Ci sono altre stanze, altre camere di tortura e nuove fosse comuni su cui le autorità ucraine stanno ora indagando. Chiedo a tutti voi di ricordare nelle vostre preghiere questi innocenti ucraini assassinati”.
Incontro coronato da una “stretta di mano” ieri a Bali, in Indonesia, nell’ambito del G20 tra il presidente Usa Joe Biden e il presidente cinese Xi Jinping. Oltre tre ore di negoziati, nessun comunicato congiunto e dichiarazioni separate, eppure convergenti su molti punti. Non succedeva da anni e quello di Bali è stato il primo incontro di persona da quando Biden e Xi sono entrambi presidenti
“La prima vittima della guerra è la verità. Una grande guerra è sempre purtroppo legata ad una grande bugia”. “Dalla verità che state raccontando, dipendono vite umane. La menzogna uccide. La verità salva. Questo, lo posso testimoniare”.
“Garantire un’energia accessibile e a prezzi ragionevoli alle persone più colpite attraverso misure temporanee di mitigazione e un’equa distribuzione delle risorse”. Favorire “una riduzione responsabile del consumo energetico”. “Perseguire partenariati energetici bilaterali e multilaterali responsabili e basati sui valori e gettare le basi di un nuovo sistema energetico globale”.