Maria Chiara Biagioni

Maria Chiara Biagioni

Ucraina. Vignarca (Rete pace e Disarmo): “Il momento giusto per dire ‘tacciano le armi e si avvii il negoziato’”

Grande mobilitazione per la pace oggi, 5 novembre, a Roma. A scendere in piazza associazioni locali e nazionali, movimenti, sindacati. Quasi 600 sigle per chiedere il “cessate il fuoco subito” e un “negoziato per la pace”. “Mettiamo al bando tutte le armi nucleari, solidarietà con il popolo ucraino e con le vittime di tutte le guerre”, sarà lo slogan della manifestazione. Per Francesco Vignarca, coordinatore delle campagne Rete italiana Pace e Disarmo, sarà "una piazza numerosa e allargata" perché “per lavorare alla pace, c’è bisogno di tutti”

Papa in Bahrein: messa, serve il coraggio di “spezzare la spirale della vendetta, disarmare la violenza, smilitarizzare il cuore”

“Ecco che cosa ci domanda il Signore: non di sognare irenicamente un mondo animato dalla fraternità, ma di impegnarci a partire da noi stessi, cominciando a vivere concretamente e coraggiosamente la fraternità universale, perseverando nel bene anche quando riceviamo il male, spezzando la spirale della vendetta, disarmando la violenza, smilitarizzando il cuore”. 

Papa in Bahrein. Imam Akkad (Grande Moschea di Roma): “Nella terra in cui si incontrano due mari all’insegna del dialogo e della fraternità”

Un viaggio nella “terra in cui si incontrano due mari”, all’insegna del dialogo e della fraternità. E in continuazione con l’impegno preso nel Documento sulla Fratellanza Umana di Abu Dhabi. Così, Nader Akkad, imam della Grande Moschea di Roma, presenta il “significato” del viaggio apostolico di Papa Francesco nel Regno del Bahrein dove parteciperà alla chiusura del "Bahrain Forum for Dialogue: East and West for Human Coexistence"

Sisci: “Il gesto è certamente un segnale molto positivo di distensione, ma c’è dell’altro”

Cina e Stati Uniti devono “trovare il modo di andare d’accordo” per salvaguardare la pace e lo sviluppo nel mondo che “oggi non è né pacifico né tranquillo”. È quanto ha detto Xi Jinping in una dichiarazione scritta che è stata fatta leggere durante la cena di gala annuale del “National Committee on Us-China Relations” (Ncuscr) al Plaza di New York. Francesco Sisci: “Il gesto è certo positivo e di distensione ma c’è dell’altro. Il punto è che Xi Jinping vuole arrivare al G20 come protagonista”

Appello di Pace: “Basta con la guerra! Investiamo su ogni via di dialogo. La pace è sempre possibile!”

È terminato con la Preghiera per la Pace al Colosseo e con la presenza di Papa Francesco l’Incontro interreligioso promosso a Roma dalla Comunità di Sant’Egidio nello spirito di Assisi. Una giovane ha letto l’Appello finale che poi un gruppo di ragazzi ha consegnato, insieme insieme a Edith Bruck, scrittrice sopravvissuta alla Shoah, alle autorità politiche presenti, seduti in prima fila. “Con ferma convinzione diciamo: basta con la guerra!”, si legge nell’Appello. “Fermiamo ogni conflitto. La guerra porta solo morte e distruzione, è un’avventura senza ritorno nella quale siamo tutti perdenti. Tacciano le armi, si dichiari subito un cessate il fuoco universale”.

L’appello al Forum di Sant’Egidio, “i muri non garantiscono la sicurezza, la complicano”

“Ci sono tante tentazioni che spingono a pensare la sicurezza come esclusione dell’altro. In realtà non si è mai sicuri, escludendo l’altro. I muri non garantiscono anzi complicano la sicurezza. La convivenza invece è generativa”. È un appello, di cui si è fatto portavoce oggi il card. Zuppi, ad un Mediterraneo di incontro e di pace quello lanciato oggi a Roma all’Incontro interreligioso della Comunità di Sant’Egidio. Un coro unanime ad abbattere i muri, a fronteggiare le “sirene politiche” che inneggiano alla sicurezza e alla divisione, a farsi prossimi delle sofferenze e dei dolori che attraversano non solo le acque ma anche i popoli delle terre che si affacciano sul “Mare Nostro”.

Xi Jinping rieletto presidente di tutto. Sisci, “si respira clima di grande nervosismo”

Sabato in Cina si è concluso il XX Congresso Nazionale del Partito comunista cinese (PCC) e domenica, come previsto, Xi Jinping è stato riconfermato come Segretario generale, presidente della Repubblica Popolare e capo delle Forze Armate. Al Congresso sono stati anche rinnovati i sette membri del Comitato permanente del Politburo che ora sono tutti uomini molto vicini a Xi Jinping. E’ cosi diventato il leader cinese più longevo e potente dai tempi di Mao tse-tung. Il parere di Francesco Sisci, “Il processo non è cominciato adesso, ma 10 anni fa, nel 2012, quando Xi Jinping ha assunto il potere che negli anni ha man mano concentrato su se stesso”. “Se gli è stato permesso di farlo, è perché c’è un consenso interno a lui che dice che effettivamente le cose non stanno andando bene”.