L’esperienza ecclesiale della clausura forzata, imposta dall’epidemia di Covid-19, ha portato le Chiese tedesca e austriaca a confrontarsi con la necessità di rendere il contatto digitale con i fedeli il più umano e coinvolgente possibile. Già da tempo le diocesi e le parrocchie sfruttano il mondo digitale per stare in contatto con i propri fedeli, e le esperienze sia sui social- media, sia in streaming su canali dedicati hanno dato negli anni grandi soddisfazioni. Ma ciò che è risultato dall’esperienza delle restrizioni alle celebrazioni, è andato oltre il semplice incremento delle liturgie rilanciate da Facebook, Instagram, Youtube: che, deve essere sottolineato, hanno letteralmente invaso il mondo delle dirette in streaming in questi ultimi mesi
L'Istituto per la ricerca applicato, lo sviluppo e la formazione continua della Università cattolica di Friburgo ha raccolto dati sul volontariato della Caritas tedesca a partire dal luglio 2017. Circa 22 milioni sono state le ore di assistenza volontaria fornite con coinvolgimento regolare, oltre due milioni di ore in progetti a tempo e 100mila ore di impegno occasionale
I gruppi di Kaspar, Melchior e Balthazhar tedeschi raccoglieranno fondi per assistere bambini siriani accolti nei campi profughi gestiti dal Jesuits Refugee Service e per i bambini venezuelani profughi in Colombia, sempre accolti dal Jrs; i Caroler austriaci invece chiederanno le offerte per i 60mila bambini e ragazzi che vivono nello slum di Mukuru, nella capitale del Kenya, Nairobi, oltre che per altri 500 progetti in 20 Paesi del mondo
In Austria si va al voto, ma il risultato è quasi scontato. È tale la superiorità della figura e della personalità comunicativa del cancelliere uscente Sebastian Kurz, rispetto agli altri che nessun media, laico o cattolico, dubita del suo successo. Resta però il nodo delle alleanze di governo: sul piatto i temi dell’immigrazione, dell’Europa, del clima, qualche nodo personale. E anche la Chiesa dice la sua
Insegnante in pensione di fisica e religione presso la Liebfrauengymnasium di Bonn, città dove è nata, la signora Hahn visitò il Ghana la prima volta nel 1996, rimanendo impressionata dalle condizioni di miseria e diseguaglianza sociale della popolazione, soprattutto dalla situazione di discriminazione e limitazione alla istruzione della bambine e delle ragazze.