Chiunque arrivi a gestire le leve del potere lo fa rispettando certi canoni, determinati bisogni, tutta una serie di regole e, non ultimo, il fatto che siamo dentro l’Unione Europea
Buona parte dei 5 milioni di stranieri attualmente soggiornanti in Italia svolge mansioni che non troverebbero personale “tricolore”, vuoi per la tipologia di lavoro, vuoi per le retribuzioni non certo favolose.
Lo Stato italiano fatica a incassare le imposte dirette (quelle che gravano sui redditi) e quindi si rifà su quelle indirette: impossibili da evadere o eludere.
Una scelta ponderata non risponde solo ad un astratto concetto di “equità”, ma soprattutto deve evitare di produrre disoccupazione o lavoro irregolare.
«A mezzogiorno e mezzo di domenica (9 luglio, ndr) mi arriva un messaggio: Auguri! Mi chiedo: e di che? È il solito scherzo da preti, visto il mittente? Poi me ne sono arrivati a decine...».
Mancano molte, troppe figure professionali di un certo livello, mentre quelle “autoctone” se ne vanno all’estero (decine di migliaia di laureati ogni anno).
Il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, ha effettuato una lunga visita pastorale nel nord del Mozambico, nel distretto di Namahaca dove da una ventina d’anni la diocesi di Verona manda propri sacerdoti e laici fidei donum. Con la “scusa” di salutare i suoi due sacerdoti (don Fabio Gastaldelli e don Francesco Castagna) la missione ha in realtà avuto l’obiettivo di prendere contatto con le comunità cattoliche locali, distribuite in 75 parrocchie in un territorio assai vasto (e assai decentrato da tutto)