La rivoluzione tecnologica di tale scelta determinerà una sicura perdita di molti posti di lavoro, dentro un indotto colossale fatto di marmitte, oli lubrificanti, cambi, componenti meccaniche, officine, pezzi di ricambio…
I consumi si sono fatti più selettivi e intelligenti, ma non sono mancati. La liberata circolazione delle persone ha fatto riprendere i flussi turistici, il vero petrolio italiano.
Alla fine costerà allo Stato qualcosa come 110 miliardi di euro – una cifra mostruosa, oltre la metà del decantato Pnrr – per riqualificare energeticamente lo zero virgola degli edifici italiani.
Paesi potenzialmente ricchissimi (il Congo, tutto il Nord Africa, il Sudafrica, l’Angola e il Mozambico…) vivono in condizioni miserevoli, con la stragrande parte della popolazione in condizioni di sussistenza.