L’ Italia sembra non accorgersi che il suo problema principale nei prossimi anni non sarà il Pil altalenante o la questione sanitaria. Bensì la demografia.
Un mondo dove ci sono pochi bambini non prevede investimenti in asili, scuole, insegnanti, palestre ma richiederà spazi sociali, case di riposo “ospedalizzate”, tutto un vivere ri-tarato per una popolazione anziana.
Un settantaquattrenne Mario Draghi che presenta la sua prima manovra di bilancio puntando tutte le fiches su crescita economica e giovani, sembra oggi quasi un rivoluzionario.
Cambiare le regole per l’età pensionabile è necessario: la famosa quota 100 è costosissima per l’erario italiano, non più sostenibile dopo la fine del 2021 e dei tre anni di applicazione che non hanno dato i frutti sperati.
Se sappiamo come orientarci, le nostre scelte saranno utili per un cambiamento che progressivamente s’imporrà per la forza della qualità: serve l’uomo, non il denaro.