Come riqualificare e reimmettere nel mondo del lavoro i soggetti con scarsa qualificazione, con un’età più avanzata, con grande difficoltà ad acquisire nuove competenze?
Già: ma come spenderemo i 200 e passa miliardi di euro che arriveranno grazie al Recovery fund o meglio Next generation Eu? È la domanda delle domande. Perché i soldi arriveranno sì, ma a determinate e stringenti condizioni.
Quando si parla di “costi” da tagliare in un ampio disegno di riordino, è un attimo che uno stabilimento passi dalla produzione di auto a quella di polvere e ragnatele.
Il terziario tornerà ad avanzare, ma solo quando l’economia metterà grasso sui fianchi per nutrire anche chi può campare quando le cose girano bene, assieme ai soldi.
La società italiana rischia di spezzarsi concretamente in due, sul modello sudamericano: chi sta bene e chi non ha i mezzi per un sostentamento dignitoso.
L’idea dei proponenti, al di là dell’essere favorevoli o contrari, avrebbe di fatto contribuito ad aumentare la pressione fiscale, non certo ad abbassarla.