Le ricchezze prodotte da una società consentono di disporre di maggiori mezzi da destinare ai diritti dei suoi componenti, al welfare e alla salute, all’istruzione.
Maggior democrazia, migliori produzioni, maggiori scambi commerciali, un benessere che lentamente si diffonde ovunque hanno spinto molto Terzo mondo sul pianerottolo più alto.
Le guerre del futuro saranno soprattutto commerciali (come sempre, del resto), dentro però un equilibrio che tutto tiene perché nessuno ha interesse e intenzione di modificarlo.
L’Istat ha recentemente certificato che in un solo mese sono spariti in Italia 75mila posti di lavoro di dipendenti con contratto a tempo indeterminato.
I soldi che ci servivano per vivere, ora condizionano dall’esterno la nostra vita, ci speculano sopra come se noi stessi scommettessimo su ciò che facciamo.