La familiarità con l’educazione finanziaria è oggi limitata a meno di un italiano su cinque e questa competenza è percepita esclusivamente come “materia” per addetti ai lavori o per coloro che si sono già avvicinati all’ambito finanziario.
È stato firmato ieri a Cartagine un memorandum d'intesa tra Unione europea e Tunisia che prevede assistenza finanziaria al Paese nordafricano e misure contro la crisi migratoria, tra cui navi alla guardia costiera tunisina e rimpatri. Quest’anno la Tunisia è il primo Paese di partenza, con 43.000 persone sbarcate in Italia da inizio 2023 su 75.000. Il secondo Paese di partenza è la Libia, con quasi 29.000 arrivi. Nello stesso periodo, lo scorso anno furono 31.333 mentre nel 2021 furono 24.502. Il parere del responsabile dell’ufficio immigrazione di Caritas italiana
La Caritas diocesana di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo si farà carico delle spese per i funerali di Daniel e Stefan, i due fratellini romeni di 6 e 7 anni annegati ieri sera in un vascone per l'irrigazione nelle campagne del foggiano, tra Zapponeta e Manfredonia. Le esequie saranno celebrati in cattedrale, domani pomeriggio o venerdì, dall'arcivescovo Franco Moscone. La Casa della Carità ha dato inoltre disponibilità ad ospitare oggi la camera ardente. Il dramma familiare si colloca in un contesto più ampio di indigenza e degrado, con tanti lavoratori migranti che vivono in condizioni molto precarie
Una delegazione di Caritas italiana è in questi giorni in Turchia per uno scambio di informazioni sulla situazione dopo il terremoto della notte tra il 5 e il 6 febbraio, che ha provocato 57.700 vittime accertate (tra Turchia e Siria).
Caritas internationalis si unisce all’appello delle Chiese etiopi nell’esortare l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (UsAid) e il Programma alimentare mondiale/World food programme (Pam/Wfp) delle Nazioni Unite “a riprendere immediatamente la distribuzione degli aiuti alimentari”.
Del drammatico naufragio della settimana scorsa in Grecia (82 i corpi recuperati finora e almeno 600 i dispersi) parla al Sir la direttrice di Caritas Hellas, Maria Alverti. “Penso sia il peggior naufragio in tutto il Mediterraneo. La cosa scioccante non riguarda solo il numero di persone morte tutte insieme ma il fatto che potevano essere salvate”. Intanto al largo di Lampedusa e del Marocco altri naufragi e altre morti
“Una tragedia tra le più dolorose e gravi degli ultimi dieci anni”. Così Fondazione Migrantes e Caritas italiana commentano la strage di migranti avvenuta nel Mar Egeo davanti alle coste greche. Nell’esprimere dolore per questo ennesimo tragico naufragio, Migrantes e Caritas sottolineano “la necessità di canali regolari d’ingresso in Europa che evitino la morte a uomini, donne e bambini costretti a fuggire per vivere una vita più dignitosa. Occorre una maggiore consapevolezza a livello europeo, affinché si superi presto il regolamento di Dublino e non si chiudano le frontiere”.
A due mesi dall'inizio del conflitto la situazione è disastrosa: 2,2 milioni di persone sono state costrette a fuggire, si contano almeno 1.800 morti. I combattimenti iniziati a Khartoum si sono estesi anche nel Darfur occidentale e nel Nord Kordofan, in alcuni casi anche con connotazioni di pulizia etnica. 19 milioni di persone sono in situazione di insicurezza alimentare, una cifra record ma gli aiuti umanitari arrivano con difficoltà. I sudanesi si organizzano come possono ma mancano cibo, farmaci, acqua potabile, elettricità, comunicazioni. Alcune testimonianze da un incontro all'agenzia Dire.
“L’Europa continua a proteggere i confini e a difendersi da coloro che sono le vittime di un mondo ingiusto. Dovremmo aver imparato negli anni, ormai troppi, che non si fermano gli arrivi ostacolando le partenze, rendendo più difficoltosi i viaggi. L’unico risultato di queste politiche è l’aumento delle morti alle frontiere. La drammatica e cinica conclusione di questo agire è che di fatto riteniamo alcune vite sacrificabili”.