Sono quadruplicate in 20 anni le opere della Caritas per accompagnare i poveri, in linea con il forte incremento della povertà a seguito della crisi economico-finanziaria del 2008 e della pandemia da Covid-19: dal 1999 al 2020 sono passate da 1.688 a 6.780 e anche le attività complessive sono triplicate, passando da 3.535 a 10.528.
“Il popolo sudanese non accetterà il colpo di Stato dei militari in silenzio. Il 90% della popolazione è contraria, anche se internet è stato bloccato si stanno organizzando per scendere in piazza a protestare”: lo dice oggi al Sir un missionario che per ragioni di sicurezza preferisce l’anonimato.
Nei primi otto mesi del 2021 sono aumentati del 7,6% il numero di persone assistite dalla rete Caritas in Italia rispetto al 2020, anche se nel post pandemia cala l’incidenza dei nuovi poveri (il 37% del totale). Le persone incontrate per la prima volta nel 2020 ancora in stato di bisogno costituiscono il 16,1% degli assistiti. Nel 2021 sale la quota di chi vive forme di povertà croniche (27,7%), più di una persona su 4. In Italia sono 1 milione i poveri in più rispetto al periodo pre-pandemia. Sono alcuni dati del XX Rapporto su povertà ed esclusione sociale diffuso oggi da Caritas italiana
I dati della XXX edizione del Rapporto Immigrazione di Caritas italiana e Fondazione Migrantes “Verso un noi sempre più grande”. Nel volume si analizza, in particolare, l’impatto sanitario e sociale del Covid-19 e delle misure adottate sulla vita dei cittadini stranieri in Italia
“Abbiamo dovuto alzare i toni perché i numeri dei morti stanno diventando troppi e nell’indifferenza e disinteresse generale. Ribadiamo la necessità di non dimenticare le persone che affrontano viaggi in mare e in terra e chiediamo di mettere in campo politiche fondate sulla solidarietà, il senso di umanità e di compassione, di cui non dobbiamo perdere traccia nelle nostre vite”.
Un appello ai G20 riuniti oggi per parlare di Afghanistan perché “si rendano conto della gravità e del peggioramento della situazione umanitaria nel Paese, con 18 milioni di persone che hanno bisogno di aiuti”
“Se la parrocchia è la casa di tutti nel quartiere, non un club esclusivo, mi raccomando: lasciate aperte porte e finestre, non vi limitate a prendere in considerazione solo chi frequenta o chi la pensa come voi”.
Caritas Haiti, supportata dalle Caritas nazionali presenti nel Paese e da Caritas internationalis, è in prima linea nei soccorsi alle persone colpite dal terremoto di magnitudo 7,2 che il 14 agosto ha colpito le zone del sud-ovest, con 1400 morti finora accertati, 6.900 feriti e 37.000 abitazioni distrutte. Caritas italiana è presente ad Haiti dal 2010 con operatori umanitari, a sostegno della Chiesa e popolazione locale.
Caritas italiana, impegnata in Afghanistan fin dagli anni Novanta, ha deciso di “sospendere tutte le attività” a causa dell’instabilità della situazione, “mentre crescono i timori per la possibilità di mantenere una presenza anche per il futuro, oltreché per la sicurezza dei pochi afghani di confessione cristiana”.