Nel percorso di approfondimento della lettera post-sinodale Ripartiamo da Cana, che stiamo portando avanti su queste pagine, abbiamo raccolto – grazie a una serie di voci – restituzioni interessanti per il cammino che è chiamata a compiere: «Deve incidere» sottolineava Francesco Ballan (vicepresidente del Consiglio pastorale diocesano dal 2018 al 2023); «Non si può prescindere da alcune fatiche» evidenziava Francesca Schiano (già vicepresidente del Cpd); «Ci siamo messi in strada, non fermiamoci ora!» invitava Luigi Gui, che ha fatto parte della Commissione preparatoria.
Dio è amore. È l’affermazione fondamentale della Prima lettera di Giovanni. «L’uomo può amare ed essere amato, colorare le sue relazioni di agape, ma non è amore»
Se la ricorda, Luigi Gui, la telefonata con cui don Giampaolo Dianin gli chiedeva di far parte del gruppo di persone, la Commissione preparatoria, che avrebbe avviato la “macchina” del Sinodo della Chiesa di Padova.
Filippo Franceschi Un gruppo di preti padovani ha visitato i luoghi in cui è nato e cresciuto a 35 anni dalla morte e a 100 dalla nascita (il prossimo 15 maggio)
Uno dei segni post-sinodo Come indicato nella lettera Ripartiamo da Cana, la Curia sta rivedendo i propri spazi, ma anche il proprio stile di operare. L’obiettivo è lavorare per progetti
Don Paolo Doni Lunedì 8 aprile, a un anno dalla morte, viene celebrata una messa a Conselve Al termine viene presentato un volumetto di testimonianze e scritti dal titolo Lo sguardo oltre
«L’ aver seguito, sia pur a distanza, i lavori del Sinodo ha fatto sì che la lettura della Lettera post sinodale Ripartiamo da Cana non abbia suscitato sorprese quanto, caso mai, la consapevolezza della necessità, per la comunità credente, di impegnarsi in un nuovo, enorme, lavoro – anche nel significato originario di “fatica”».
Settimana santa Gli appuntamenti del vescovo Claudio: dalla domenica delle Palme alla Veglia pasquale. E il Giovedì santo, Messa del Crisma in Cattedrale