Una Natività particolare, animata da pazienti, personale sanitario e volontari è quella allestita martedì 13 dicembre, giorno di Santa Lucia, all’Ospedale Busonera di Padova, sede dell’Istituto Oncologico Veneto (Iov). Il presepe testimonia che la lotta alla malattia oncologica ha bisogno dell’apporto di tutti: della determinazione dei pazienti, dell’impegno di medici, infermieri e operatori, della volontà dei ricercatori di trovare e sperimentare nuove strade terapeutiche.
Il presidente Gonnella: “Circa 700 persone recluse, in regime di semilibertà, hanno beneficiato dei provvedimenti varati dal governo per contrastare il diffondersi del Covid-19. Dal 31 dicembre, senza un ulteriore proroga, questi detenuti dovranno tornare in carcere la notte e, questo, nonostante in questi due anni abbiano dato grande prova di affidabilità, ripagando ampiamente la fiducia che le istituzioni avevano riposto in loro”
Con un post su Facebook nel pomeriggio di mercoledì 14 dicembre don Luca Favarin, da anni impegnato nell’accoglienza e nel sociale, ha prefigurato l’intenzione di lasciare il ministero presbiterale in seguito a divergenze con la Diocesi di Padova circa la gestione delle sue attività.
“Per fare un orto ci vuole un quartiere”. Al grido di questo slogan, sono tanti i donatori accorsi a sostenere la crescita del GasparOrto, il primo orto urbano fuori terra di Padova.
«Questa esperienza mi ha dato tante soddisfazioni. All’inizio venivo perché lo prevedeva la sentenza, ma dopo poco tempo, l’obbligo si è trasformato in volontà e piacere di svolgere un servizio che mi appagava».
La rassegna “Presepiando” dell’associazione Gattamelata nelle vetrine dei negozi intorno alla basilica: 15 presepi in legno dell’artista Vincenzo Marino