Il cortile del Pontificio Istituto Patristico Augustinianum, a due passi dal Colonnato del Bernini che racchiude piazza San Pietro, soprattutto in questi giorni è un brulicare di persone. Decine di giornalisti varcano il cancello armati di telecamere, microfoni, registratori e taccuini alla ricerca di un Agostiniano a cui rivolgere qualche domanda per conoscere di più di Robert Francis Prevost, da giovedì sera Papa Leone XIV. Il Sir ha sentito padre Alexander Lam e Maurizio Misitano che lo conoscono da anni
In Giappone era notte fonda, l’una di mattina del 9 maggio quando dai media nipponici veniva diffusa la notizia dell'elezione del nuovo Pontefice. Da quell'ora in poi i canali televisivi, radiofonici ed i quotidiani online non hanno smesso durante tutta la giornata di fornire informazioni su Papa Leone XIV e sulle reazioni al risultato del Conclave.
Leone XIV - Un papa per la paceCare lettrici e cari lettori, ecco l'edizione straordinaria di otto pagine della Difesa del popolo, scaricabile gratuitamente.
La storia dei tredici pontefici della Chiesa Cattolica che si sono imposti il nome “Leone” è densa di fatti unici, significativi, innovativi che gioverà rimemorare. E poi, il primo e l’ultimo dell’elenco dei Leone – un auspicio per il 267° vescovo di Roma e Papa – sono da ricordare per la durata del loro Pontificato, tra i più longevi di sempre: 21 anni Leone I; 25 anni Leone XIII.
“Era un vero missionario”. Ad affermarlo al Sir, a pochi minuti dall’elezione al soglio di Pietro di Leone XIV, è Ivan Zico Segundo Herrera Geldres, tempo fa alunno di Robert Francis Prevost nel collegio San Agustín di Lima. Dopo gli studi, Prevost ha vissuto una lunga missione in Perù (1985-1998), tra Chulucanas e Trujillo.
È stata una “emozione immensa”, ieri, “quando abbiamo visto affacciarsi dalla loggia delle benedizioni il nuovo Papa, Leone XIV, per noi padre Prevost”. Lo dice al Sir suor Lucia Solera, superiora delle Agostiniane di Rossano Calabro, in Calabria, prima presenza agostiniana nella regione dopo il 1860, quando furono aboliti i conventi. Un monastero visitato da papa Leone XIV, allora S+superiore generale degli Agostiniani, nel 2007 e poi il 19 giugno 2009 in occasione della solenne celebrazione eucaristica, presieduta dall’allora arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Santo Marcianò, per l’inizio della comunità a Rossano
Anche se non c’è la stessa folla che ieri si è riversata tra le braccia del Colonnato del Bernini, all’ombra del Cupolone anche oggi non mancano fedeli, pellegrini e turisti. Ne avviciniamo alcuni per capire come hanno accolto l’elezione del 266° successore di Pietro, cosa gli augurano e cosa sperano per la Chiesa
«Accogliamo con gioia, fede e speranza – dichiara il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla – l’elezione del nuovo Papa Leone XIV, il vescovo di Roma, che come tale è segno della comunione di tutte le Chiese locali. È un dono del Signore, che attraverso il ministero petrino è presente nella storia e guida la Chiesa.
Nel Conclave, iniziato ieri per dare alla Chiesa universale il Pastore che Dio ha scelto per guidare la comunità credente con la parola e l’esempio, tutta la Chiesa si riscopre “cenacolo di preghiera”, sotto lo sguardo della Vergine, in attesa di una nuova Pentecoste