La pandemia ha portato in primo piano alcuni dei limiti del modello italiano di inclusione lavorativa delle persone con disabilità: i tassi di attività durante la “Fase 1” dipendono in modo abbastanza evidente dal tipo di disabilità. Da una parte ci sono i lavoratori con limitazioni motorie che, in molti casi hanno continuato a lavorare o in presenza o a distanza; dall’altra le persone con esiti da malattia oncologica o con limitazioni plurime che hanno ricorso in modo massiccio ai congedi e alle assenze per malattia.
Pasti biologici con prodotti locali del territorio, dieta mediterranea e stop agli sprechi: in Emilia-Romagna è stato approvato il nuovo programma per l'orientamento dei consumi e l'educazione alimentare. L'assessore Mammi: “Partiamo dalla conoscenza dei sistemi produttivi per promuovere una rete di iniziative sui consumi consapevoli”
Cinque le persone con situazioni di disagio e fragilità hanno trovato un lavoro a "Equonomia", che a Palermo punta sull'inserimento lavorativo. "La disabilità mentale continua a spaventare più di quella fisica"
Nato poco prima del lockdown, il progetto promosso dal Centro solidarietà di Catanzaro Marina si è rivelato strumento particolarmente efficace proprio nella gestione dell’emergenza sanitaria. “Contattati anche da moltissime famiglie del ceto medio rimaste senza lavoro”
"Il 21 giugno l'AIL - Associazione Italiana contro leucemie, linfomi e mieloma ha celebrato la 15esima edizione della Giornata Nazionale per la lotta contro Leucemie, Linfomi e Mieloma...
I vescovi dell’Amazzonia boliviana e la Rete ecclesiale panamazzonica della Bolivia hanno rilasciato una nota a sostegno e vicinanza alla comunità di Bella Vista del Iténez (dipartimento del Beni), per il coraggio dimostrato nel denunciare l’uso della città a fini di traffico di droga.
“Con lo sguardo del Narratore – l’unico che ha il punto di vista finale – ci avviciniamo ai protagonisti ai nostri fratelli e sorelle, attori accanto a noi della storia di oggi. Sì, perché nessuno è una comparsa nella scena del mondo e la storia di ognuno è aperta a un possibile cambiamento. Anche quando raccontiamo il male, possiamo imparare a lasciare lo spazio alla redenzione, possiamo riconoscere in mezzo al male anche il dinamismo del bene e dargli spazio. Si traa di fare memoria di ciò che siamo agli occhi di Dio, di testimoniare ciò lo Spirito scrive nei cuori, di rivelare a ciascuno che la sua storia contiene meraviglie stupende”.