E’ iniziata in Veneto l’operazione di rientro in servizio di tutti gli operatori sanitari asintomatici, posti finora in isolamento per contatto a rischio di coronavirus e sottoposti a sorveglianza attiva.
Dall’estero hanno subito parlato di 60 milioni di italiani bloccati per il coronavirus Covid-19. Ma basta aprire la finestra del salotto per rendersi conto che anche dopo il varo del provvedimento “Io resto a casa”, l’Italia è tutt’altro che ferma. Ha giustamente rallentato i suoi ritmi di vita, come richiesto dalle autorità governative. Che oggi fanno chiarezza su tutto ciò che è possibile o meno fare da cittadini responsabili, collaborativi, attenti alla propria e all’altrui salute
Una nota di Palazzo Chigi ricorda che non è prevista la chiusura dei negozi di generi alimentari, che anzi rientrano tra le categorie che possono sempre restare aperte: "Non c'è alcuna ragione di affrettarsi"
"Durante il confronto che si è da poco concluso a palazzo Chigi tra il presidente Conte, i ministri Gualtieri, D'Incà e il sottosegretario Fraccaro da un lato e i leader delle forze di opposizione Salvini, Meloni, Tajani, il presidente Conte non ha escluso affatto la possibilità di adottare misure più restrittive, ove necessarie"
Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale il Dipartimento della Protezione Civile informa che al momento 8.514 persone risultano positive al virus.
A partire da domani 11 marzo 2020 sarà momentaneamente sospesa l’attività di sportello dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Padova destinata al rilascio/rinnovo dei permessi di soggiorno. Le nuove date di appuntamento saranno comunicate tramite sms da Poste Italiane.
“Preghiamo il Signore anche per i nostri sacerdoti, perché abbiano il coraggio di uscire e andare dagli ammalati, portando la forza della Parola di Dio e l’Eucarestia e accompagnare gli operatori sanitari, i volontari, in questo lavoro che stanno facendo”.
Denunciata in stato di libertà, per la violazione di legge, la proprietaria di un Bar in zona Stanga aperto ancora alle 18.30 di ieri 9 marzo. I clienti sono stati allontanati.
L’appello lanciato da Alessandro Radicchi, fondatore di Binario 95 e direttore dell’Osservatorio nazionale della solidarietà nelle stazioni italiane. «Chiediamo alle istituzioni di non lasciarci soli ed iniziare a pensare da subito alla possibilità di predisporre luoghi dedicati alla quarantena di chi non ha una casa»