È la 31° edizione per la sagra dei santi Pietro e Paolo nella frazione di Grisignano. Un ricchissimo programma che anche quest'anno viene spalmato su due weekend consecutivi, a partire dal 19 giugno. Largo ai giovani nella loro area dedicata e spazio anche i commercianti che stanno organizzando l'Outlet esattamente come nel 2014, ma la precedenza va alla solidarietà con la raccolta fondi per la Città della speranza e per le opere parrocchiali.
È una festa ritrovata e vissuta con grande entusiasmo quella di sant’Antonio ad Anguillara Veneta. L’appuntamento è per sabato 13, in località Taglio, nel parco della villa dell’Arca del Santo, con la tradizionale processione.Iscriviti gratuitamente al sito e leggi l'articolo.
Il 18 giugno, alla Scuola della Carità in piazza del Santo, il gesuita Jean Paul Hernandez e padre Alessandro Ratti dialogano su “Cibo e spiritualità” per aprire alla condivisione e alla relazione fraterna come segno di ringraziamento di quanto ricevuto.Per leggere il servizio iscriviti gratuitamente al sito.
A Villaguattera, dall’11 giugno al 14 giugno, si rivive uno “spaccato” di medioevo... in onore di sant’Antonio. Nel parco antistante alla chiesa verrà ricostruito un accampamento medievale, con tanto di torri di guardia all’ingresso, tende degli armigeri, campo di tiro con l’arco, arena per i combattimenti.
Scuole medie e superiori e una nuova piantagione di salak più rispettosa dell'ambiente sono gli obiettivi del progetto chiave della Caritas antoniana per il 2015. Soprattutto in occasione del Giugno antoniano, la raccolta fondi è destinata agli orfani di Sumatra.
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Lo scorso anno furono 10 mila i partecipanti alla rievocazione storica dell’ultimo viaggio di Antonio messa in scena dalla compagnia del Piccolo teatro del Ponte. Oltre cento volontari garantiscono la buona riuscita di questo intenso momento devozionale che si svolge venerdì 12 giugno, dalle 20.30 partendo da piazzale Azzurri d'Italia all'Arcella.Ecco il nostro speciale che accompagna i giorni del Santo.
Il papa in Bosnia Erzegovina, il moloch figlio degli accordi di Dayton, incontra i rappresentanti croato, serbo e bosgnacco e sottolinea che il paese ha un posto in Europa. Il suo "mai più la guerra" risuona nello stadio di Kosevo dove chiede di non essere "predicatori di pace", quanto piuttosto "operatori di pace, cioè coloro che la fanno". Rivendicato il ruolo delle religioni nel percorso di riconciliazione.
Ben venga la repressione, sia la più radicale, per applicare finalmente la legge dove si procedeva per agglutinazione malavitosa di interessi. Ma sappiamo che non basta. Sia nei partiti sia nella pubblica amministrazione sono saltati i sistemi interni di controllo. Ormai legati solo all'iniziativa della magistratura, che non può che intervenire a cose fatte.