La città scaligera, crocevia di pace, attende Papa Francesco il 18 maggio. L'incontro vede coinvolti a livello nazionale e sovranazionale realtà ecclesiali e laiche, gruppi ecumenici e interreligiosi, movimenti popolari e organizzazioni non governative, sindacati e società civile. Insieme, nel nome della pace e per dire no alle armi e ai conflitti. In questo editoriale l'appello dei direttori delle riviste missionarie italiane
Pezzati (Oxfam): “il Governo israeliano continua a usare armi e munizioni esplosive in aree densamente popolate, con enormi conseguenze umanitarie per la popolazione di Gaza. Questa catastrofe deve finire al più presto, in primis cessando l’invio di ogni tipo di armamento a Israele, che viola il diritto internazionale umanitario”
La città scaligera - “crocevia di culture e di popoli” come l'ha definita il pontefice - attende Francesco il 18 maggio per "Arena di pace 2024". Popoli e Missione ha incontrato il sindaco Damiano Tommasi. Una chiacchierata ad ampio raggio a partire dal tema Giustizia e pace si baceranno. E poi il "volto" di Verona, don Milani, i missionari...
Da documenti inediti analizzati emergono protocolli falsi o palesemente inverosimili negli appalti milionari indetti dalle prefetture per la gestione dei Centri per il rimpatrio. Dai corsi di chitarra e computer al bricolage fino ai gruppi di lettura: sono alcune delle promesse irrealizzabili che gli enti gestori di alcuni centri italiani hanno indicato nero su bianco per aggiudicarsi le gare pubbliche per un totale di quasi 25 milioni di euro
Il 5 maggio sarà per i parrocchiani di Arten una data importante. Oltre a essere la festa molto sentita del patrono – il vescovo benedettino san Gottardo, nato a Hildeshlein, in Baviera (960-1036) – la comunità avrà la gioia e il dono del Signore di festeggiare tale ricorrenza con il vescovo Claudio
Sono oltre 4.700 le persone sbarcate sulle coste italiane nel mese di aprile. Almeno 72 i morti o dispersi, più di 400 dall'inizio dell'anno. Il primo Paese di partenza è la Tunisia. Il 76% delle persone arrivate ad aprile sono sbarcate a Lampedusa
L’ispettore generale dei cappellani nelle carceri italiane traccia al Sir un bilancio del quinto convegno nazionale che si è tenuto ad Assisi sul tema “‘Lo vide e ne ebbe compassione. (Lc 10,33). Dall’indifferenza alla cura”
Preghiera deriva dal latino precarius, che vuol dire “concesso per favore”, ma anche “precario, incerto” e direi fragile. Dico questo perché la mia esperienza di preghiera durante la vita quotidiana non è solo liturgica (come le lodi, per esempio) e dunque concentrata in un momento specifico, durante il quale tutti noi ci dedichiamo (o cerchiamo di farlo) solo alla preghiera, ma diffusa e contemporanea all’agire. Mi spiego meglio. Nella mia giornata lavorativa sostanzialmente visito pazienti psichiatrici o parlo con i loro familiari o discuto con i colleghi i problemi (spesso davvero insormontabili) dei nostri pazienti
Per vivere la Chiesa deve pregare: la preghiera è il suo bisogno più profondo. Il credente sa, per esperienza, che solo quando prega professa credibilmente ed efficacemente la propria fede. Sì, ogni crisi di fede e prima di tutto crisi di preghiera. Chi non prega è debole. E se è debole dinanzi a Dio, lo sarà anche dinanzi agli uomini. La forza che si riceve pregando è il miglior modo di essere cristianamente incarnati e vincenti sul male nelle temperie secolari di ogni tempo, di questo nostro tempo