Redazione

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“Ecco la mia cattedrale”: lavoro e fatica, umanità e spiritualità

“Il lavoro è fatica, oltre che cura del mondo. La spiritualità del lavoro è connessa con il mistero pasquale di croce e risurrezione, di passione e rinascita”: una riflessione del direttore dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei. Aggiunge: “Compito della comunità cristiana non è forse ancora oggi quello di mettersi in ascolto del grido dei lavoratori che lamentano insicurezza, precariato, sfruttamento?”. E conclude: “Unire lavoro e preghiera è un modo per vegliare nella storia”

Partecipazione e lavoro. L’intervento del vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, alla festa del Primo maggio in piazza dei Signori a Padova

Ringrazio gli organizzatori CGIL CISL e UIL per l’invito; saluto i segretari generali e le istituzioni presenti; ringrazio tutti voi che, con il vostro convenire in piazza, onorate, in questo giorno di festa, il lavoro e quanti con il loro lavoro, a diverso titolo, concorrono alla crescita economica e spirituale del nostro Paese, come recita l’art. 4 della Costituzione;

Povero lavoro, povero Paese. Invertire la rotta è possibile

In Italia, il lavoro si impoverisce per la crescita dei part-time involontari, il sommerso, la precarietà; per il ridursi da trent’anni dei salari reali (unici in Europa dove altrove sono cresciuti del 30%), con una perdita del 7% del potere d’acquisto dopo la pandemia (105 € in meno per uno stipendio di 1.500); per la concorrenza al massimo ribasso. Giovani, donne, stranieri e residenti nel Sud i più colpiti. Si impoverisce così anche il Paese, perché il lavoro sostiene meno i consumi e le casse pubbliche, e il ridursi del welfare limita l’occupazione femminile ampliando il declino demografico. E mentre la ricchezza che il lavoro crea è iniquamente distribuita a vantaggio di intoccabili extraprofitti c’è comunque molta economia seria punta sul lavoro dignitoso