Silvia Guzzetti

Silvia Guzzetti

Brexit. Enchelmaier (Un. Oxford): “Il 55% dei cittadini britannici pensa che sia stato un errore lasciare l’Ue”

“Diversi sondaggi ci dicono che, oggi, il 55% dei cittadini britannici pensa che sia stato un errore, per il Regno Unito, lasciare la Ue. Solo tre inglesi ogni dieci, il 30%, il dato più basso mai registrato fino ad oggi, restano convinti che la Brexit sia stato un fatto positivo. Certamente, quindi, non esiste più quella maggioranza del 52% di elettori che ha portato, durante il referendum del 23 giugno 2016, la Gran Bretagna fuori dall’Europa". È questo il bilancio che il professor Stefan Enchelmaier, politologo dell’università di Oxford, profondo conoscitore del Regno Unito e dell’Unione Europea, traccia a cinque anni dall’uscita ufficiale della Gran Bretagna dall’Europa che avvenne il 31 gennaio 2020.

Chiesa di Inghilterra: la questione della protezione dei minori al centro del Sinodo generale

A laici, pastori e vescovi, che formano le tre camere costituenti l’organo di governo della Chiesa di Stato inglese, verrà chiesto di scegliere tra due modelli volti a garantire che la salvaguardia di minori e adulti vulnerabili non resti sotto il controllo diretto della Chiesa. Tra gli altri temi del Sinodo, il dibattito sul processo di “Living in Love and Faith”, l’incoraggiamento a persone di estrazione più povera a diventare pastori anglicani, la lotta al razzismo, lo sport come strumento di evangelizzazione e l’iniziativa di preghiera “Thy Kingdom Come"

Carceri. “Ricordati di me”: l’ultimo documento della Conferenza episcopale inglese sulla giustizia criminale

Ricordando i principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa, costruiti attorno all’idea di “una giusta punizione che punta a ristabilire l’ordine personale e sociale rovinato dal crimine, offrendo al detenuto l’opportunità di essere riabilitato”, i vescovi inglesi analizzano le difficili condizioni nelle quali si trovano, in questo momento, le prigioni britanniche e suggeriscono alcune raccomandazioni

Regno Unito: il 29 novembre i deputati dovranno esprimersi sul suicidio assistito. L’opposizione delle religioni

Da anni il Regno Unito non era coinvolto in una battaglia di queste dimensioni nella quale le più importanti religioni cercano di opporsi all’approvazione, da parte del Parlamento di Westminster, della nuova legislazione sul suicidio assistito, la normativa che darebbe ad adulti malati terminali, capaci di intendere e di volere, il diritto di porre fine alla propria vita, purché autorizzati da due medici e da un giudice dell’Alta Corte

Finanza cattolica a convegno a Londra. Smith (Ccla): “Dobbiamo rendere il mondo un posto migliore”

Nella capitale inglese si è tenuto un convegno su “Mensuram Bonam”, che ha riunito circa novanta esperti del settore finanziario e responsabili ecclesiastici provenienti da sedici Paesi. L’obiettivo era ragionare su come il mercato di investimenti cristiani, soprattutto cattolici – circa 1.750 miliardi di dollari – possa essere gestito secondo i principi del Vangelo. Ne parliamo con Peter Hugh Smith, amministratore delegato di Ccla

Appello dei vescovi cattolici contro il suicidio assistito

Arriva dai vescovi cattolici di Inghilterra e Galles un invito ai fedeli affinché contattino i parlamentari e chiedano loro di votare contro una nuova legge che punta a legalizzare il suicidio assistito. Mercoledi 16 ottobre comincia, infatti, alla Camera dei Comuni, il proprio iter la legislazione preparata dalla deputata laburista Leadbeater che, se approvata, darà ad adulti malati terminali, capaci di intendere e di volere, il diritto di porre fine alla propria vita.

Regno Unito: vescovi cattolici contrari a “zone cuscinetto” attorno alle cliniche abortive. “Passo indietro su libertà religiose”

“La libertà religiosa è la libertà fondamentale di qualunque società libera e democratica. Essa è essenziale per il fiorire e il realizzarsi della dignità di ogni persona umana. La libertà religiosa comprende anche il diritto di manifestare le proprie convinzioni in pubblico, attraverso la testimonianza, la preghiera e le attività caritatevoli, anche fuori le cliniche abortive”.