Enzo Oliveri è un famoso chef italiano, proprietario di un noto ristorante nel cuore di Londra e presidente della Federazione italiani cuochi del Regno Unito. Oliveri non fatica a raccontare come la Brexit e le nuove regole introdotte agli inizi di aprile stiano distruggendo la ristorazione italiana, da sempre fiore all’occhiello della capitale britannica. Anche padre Andrea Fulco evidenzia: "Le nuove norme appena introdotte hanno dato il colpo di grazia alla migrazione italiana verso la capitale britannica"
La notizia occupa le prime pagine dei quotidiani britannici, dal progressista “Guardian” al conservatore “Telegraph” e i siti online, dalla Bbc al tabloid “Daily Mail”. Dopo quattro anni la famosa pediatra britannica Hilary Cass, ex presidente dell’organo professionale della categoria, ha concluso la sua inchiesta su come il servizio sanitario del Regno Unito e, in particolare, la clinica londinese “Tavistock” si siano occupati di minori con dubbi sulla propria identità sessuale, ai quali, spesso, è stato consentito di cambiare genere con troppa facilità. La parola conclusiva dell’esperta è “fallimento”
"Il 'Safety of Rwanda Bill', la legislazione che sarà approvata dopo Pasqua dal parlamento di Westminster, che prevede la deportazione di migliaia di richiedenti asilo verso il Paese africano, in cambio di centinaia di milioni di euro, è disumana e, insieme, assurda e ha le sue radici nella Brexit". Il professor Stefan Enchelmaier, cattolico, docente di diritto romano e comparato all’università di Oxford, fa il punto, per il Sir, sulla politica migratoria del governo del premier britannico Rishi Sunak
Una decisione storica che, soltanto fino a qualche anno fa, sarebbe stata impensabile. “Nhs England”, il sistema sanitario pubblico inglese, ha deciso, qualche giorno fa, di interrompere l’uso dei farmaci bloccanti della pubertà (come la triptorelina) per bambini e minori che soffrono di disforia di genere in centri specializzati e autorizzati dallo Stato. Per capire le ragioni di questa inversione di marcia abbiamo intervistato Tim Dieppe, responsabile delle politiche di “Christian Concern”, una delle più importanti realtà (charities) del movimento per la vita.
I prelati delle due confessioni cristiane si danno appuntamento a Norwich, città medioevale nella parte orientale del Regno Unito. Un'occasione per pregare, discutere di teologia e pastorale, affrontare i temi dell'attualità ecclesiale, fra cui il Sinodo. Il valore simbolico del pellegrinaggio dalla cattedrale cattolica di san Giovanni Battista a quella anglicana dedicata alla santa Trinità. Ne parliamo con Christopher Thomas, segretario generale della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles
Dopo Natale si è scoperta, in un piccolo appartamento a Skegness, cittadina nel nord est del Paese, la morte di un bimbo di due anni, accanto al cadavere del padre, anch'egli deceduto. Alle spalle una storia di povertà e solitudine. Ma anche un contesto sociale in via di sgretolamento. Ne parliamo con Cristina Gangemi, già consulente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, e Raymond Friel, amministratore delegato di Caritas Social Action
Il consulente della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles commenta il voto alla Camera dei Comuni con il quale il governo conservatore di Rishi Sunak ha ottenuto il via libera al cosiddetto “Rwanda plan”: "Il governo pensa che la minaccia delle deportazioni scoraggerà le decine di migliaia di richiedenti asilo che tentano di attraversare il Canale della Manica ogni settimana"
“Esiste il vero rischio che la legislazione che rende illegali le cosiddette terapie di conversione o riorientamento sessuale per gli omosessuali possa definire come comportamento criminale quello di sacerdoti, insegnanti, genitori e medici che insegnano ai più giovani che gli esseri umani sono maschi e femmine e che il matrimonio è un impegno preso tra un uomo e una donna che sono aperti alla generazione di figli”.
“Sono profondamente rattristato sentendo della morte di un richiedente asilo a bordo della chiatta Bibby Stockholm. Ogni migrante e rifugiato ha un nome, un volto e una storia che dobbiamo ascoltare. Questa morte e la morte di chiunque cerchi rifugio è una tragedia. Le nostre preghiere sono con chi ha perso la sua vita, con la sua famiglia e i suoi amici”.