Per costruire un buon futuro occorrono giovani consapevoli e desiderosi di partecipare in maniera attiva e proficua alla realizzazione di una società migliore e più evoluta.
Chi ha maggiore lungimiranza e consapevolezza dovrebbe cercare di facilitare il dialogo, disinnescando la contrapposizione e cercando invece la “contaminazione” dei contenuti.
Accade spesso che le produzioni televisive o in streaming puntino una buona porzione del proprio budget su programmi spregiudicati, che fanno leva su argomenti scabrosi o di grande portata emotiva.
Soltanto l’atteggiamento critico può tornare a generare quel “perduto” senso di responsabilità di cui pure andiamo parlando spesso quando si tratta di giovani.
La capacità critica del pensiero dei nostri ragazzi si sviluppa in maniera direttamente proporzionale alle competenze acquisite e non per addizione di conoscenze.
Quando si parla di bullismo, in genere, l’attenzione viene puntata sull’episodio in sé, si tende a tracciare una sorta di confine fra “buoni” e “cattivi” ragazzi.
Se la “falsa” dicotomia tra istruire ed educare non verrà definitivamente risolta, la scuola si trasformerà sempre più in un luogo di “prestazione” e di “misura”.