Il via libera europeo al Piano nazionale di ripresa e resilienza e, in un'Italia tutta “bianca”, la fine dell'obbligo generalizzato di indossare la mascherina all'aperto, indicano una svolta – concreta ma anche simbolicamente rilevante – sui due fronti principali che hanno visto duramente impegnato il Paese in questi mesi.
“Se c'è un accordo tra due parti e una delle due parti segnala il rischio di un conflitto prima che questo si consumi effettivamente, a me pare che si tratti di una forma di cooperazione, non di ostilità. Sarebbe stato molto più forte intervenire dopo per contestare una violazione”. Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale, commenta la nota vaticana a proposito del ddl Zan in materia di omotransfobia
Secondo una delle stime più prudenti, quella dell'Ufficio parlamentare di bilancio, i licenziamenti in arrivo dovrebbero essere circa 70 mila, quasi tutti nell'industria.
Che l'esperienza di un governo sui generis come quello guidato da Draghi avrebbe dato una scossa al sistema dei partiti era un esito largamente prevedibile. Meno prevedibile, forse, era la profondità di questo sommovimento e la sua trasversalità. “Il punto è che sta cambiando il mondo e il vecchio modo di fare politica, legato alle ideologie e alle oscillazioni dei sondaggi, non si sa fino a quando potrà reggere”, spiega al Sir Paolo Pombeni. “La novità – sottolinea – è che l'opinione pubblica sta mutando atteggiamento nei confronti della politica. Quando la percezione è che ci siano in campo soltanto chiacchiere, allora si finisce per scegliere chi ci sta più simpatico o più vicino ideologicamente. Ma quando si cominciano a vedere dei risultati concreti, allora è su questi che il consenso tende a coagularsi”
La ripresa in corso è importante soprattutto perché crea i presupposti per sanare le ferite economico-sociali provocate dalla pandemia, in particolare sul fronte dell'occupazione.
La Camera ha dato il suo secondo sì alla riforma costituzionale che introduce il voto dei diciottenni anche per l'elezione dei senatori. Manca ormai solo un ulteriore passaggio al Senato per il varo definitivo, con la doppia lettura di entrambi i rami del Parlamento. Il testo, infatti, è stato già approvato sia dalla Camera (il 31 luglio 2019) che dal Senato (il 9 settembre 2020). La riforma interviene sull'articolo 58 della Costituzione sopprimendo dal primo comma le parole “dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età”. Questo il testo residuo: “I senatori sono eletti a suffragio universale e diretto”. Una formula del tutto analoga a quella prevista dall'art. 56 per l'altro ramo del Parlamento, vale a dire: “La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto”. Insomma, tutti i cittadini maggiorenni potranno eleggere sia i deputati che i senatori
A voler essere precisi, la tutela dell'ambiente e dell'ecosistema aveva già trovato un diretto richiamo nel secondo comma dell'articolo 117 della Costituzione, come uno degli ambiti di competenza legislativa esclusiva dello Stato secondo la revisione del 2001. È però evidente che le innovazioni previste dalla riforma in corso di approvazione avrebbero un impatto di grande rilevanza nell'orientare le scelte legislative e di governo. L'iter è appena all'inizio: ora occorre un voto della Camera e a distanza di almeno tre mesi una nuova delibera di entrambi i rami del Parlamento
Nel momento in cui il Paese sembra finalmente nelle condizioni di ripartire, va assolutamente evitato il rischio che ci sia chi corre e chi rimane al palo, magari zavorrato da storici ritardi.
La lettura alta e per nulla scontata che Sergio Mattarella ha operato di settantacinque anni di storia repubblicana inizia con il richiamo al referendum del 2 giugno 1946 e alla “straordinaria stagione costituente” e si conclude con un appello ai giovani, a cui ora tocca scrivere e vivere “i capitoli nuovi di questa storia”. Perché “la storia siamo noi”, “nessuno si senta escluso”, sottolinea il Presidente con un'inedita citazione di Francesco De Gregori. Il parallelismo tra la ricostruzione post-bellica e il grande sforzo per risollevarsi dopo “le due grandi crisi globali, quella economico-finanziaria e quella provocata dalla pandemia” è enunciato subito all'inizio del discorso.