La ripresa economica che tutti ci auguriamo rapida e consistente non è un processo neutro e uniforme, né la pandemia ha colpito tutti allo stesso modo.
Con l’Ue il premier Draghi si era impegnato al varo entro il mese di maggio e ha mantenuto la promessa. In tutta la vicenda del Piano nazionale di ripresa e resilienza di qui al 2026 quella dei tempi sarà una questione cruciale. Aver rispettato la scadenza, in questo caso, significa che a breve il nostro Paese potrà ricevere il primo rateo di circa 25 miliardi. Il problema è che bisogna non solo fare presto, ma fare anche bene
Piuttosto che esercitarsi in un “estremamente improprio” e finanche inutile totonomi quirinalizio, è più proficuo far emergere i desideri e le preoccupazioni che animano le forze politiche nei movimenti intorno al Colle più alto delle istituzioni
La sfida del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è immane. Tra l'anno in corso e il prossimo sono 48 le riforme che dovranno essere varate e rese operative.
Nel suo primo question time alla Camera (l'ultimo di un presidente del Consiglio risaliva allo scorso ottobre) Mario Draghi ha dato seguito a una serie di “interrogazioni a risposta immediata” presentate da deputati di vari gruppi sui dei principali temi al centro del dibattito pubblico
La nostra possibilità di rilancio socio-economico dipende in larghissima misura e comunque in modo decisivo da come sapremo dare concreta attuazione al Piano nazionale di ripresa e resilienza.
La beatificazione di Rosario Livatino, il giovane giudice siciliano ucciso dalla mafia in odio alla fede, arriva proprio in un momento in cui il mondo giudiziario è nuovamente in subbuglio, scosso da scandali e polemiche. Il suo esempio limpido suona oggi con ancor più forza come monito severo e allo stesso tempo come incoraggiamento per chi non si arrende a una deriva pericolosa per le istituzioni e per il Paese. Ed è un segno eloquente che, nell'imminenza della beatificazione, il docu-film realizzato da TV2000 sulla vicenda del “giudice ragazzino” sia stato mostrato in anteprima proprio nella sede del Consiglio superiore della magistratura, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del presidente della Cei, il cardinale Gualtiero Bassetti. La riforma della giustizia è un tema estremamente delicato per le sue implicazioni costituzionali e per le sue concrete ripercussioni sulla libertà e la sicurezza delle persone
Il Piano – ormai noto con l'acronimo Pnrr – prevede investimenti per 222,1 miliardi di euro. La gran parte di essi (191,5 miliardi) è rappresentata da sovvenzioni e prestiti del programma europeo Next Generation Eu, di cui il Pnrr costituisce di fatto la declinazione italiana. I restanti 30,6 miliardi arriveranno da un Fondo complementare finanziato con risorse nazionali attraverso lo scostamento di bilancio pluriennale recentemente autorizzato dal Parlamento