Gli impegni presi oggi responsabilizzano l'Italia come tale, al di là delle maggioranze politiche che si determineranno di qui alla scadenza del piano.
Il Consiglio dei ministri ha varato il Documento di economia e finanza: 40 miliardi a cui vanno aggiunti altri 30 miliardi, spalmati in più anni, per dare corpo ai progetti che non potranno entrare - per problemi di conti o per la loro stessa natura - nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), vale a dire la declinazione italiana del Recovery Plan europeo, da presentare tassativamente a Bruxelles entro la fine del mese
La fatica del presente rischia di annebbiare lo sguardo sul futuro e su questo terreno è la politica che dovrebbe lanciare messaggi chiari e convincenti.
Un traguardo che premia l'impegno costante e tenace dell'associazionismo familiare e che potrebbe rappresentare davvero un punto di svolta per le famiglie italiane. Un punto di svolta e allo stesso tempo un punto di partenza per rendere a misura di famiglia il sistema Italia nel suo complesso. Non solo è necessario, ma anche urgente. Le conseguenze della pandemia hanno amplificato la portata di questioni che già prima del Covid si potevano definire epocali, a cominciare dal declino demografico
Emiliano Manfredonia, classe 1975, pisano, è da un mese il nuovo presidente nazionale delle Acli, eletto dal congresso in un'inedita versione online, come ormai accade in tutti gli ambiti sociali. Spiega Manfredonia: “La proroga del blocco dei licenziamenti, per esempio, è fondamentale. Anche come Acli l'avevamo chiesta con insistenza, ma il dopo richiede una visione strategica e riforme strutturali, cogliendo in pieno l'opportunità del Next Generation EU che, fuori da ogni retorica, dev'essere il cacciavite per sistemare o scardinare meccanismi inceppati da decenni”
Se si pensa che nel 2020 sono stati 108 i miliardi mobilitati contro il Covid e le sue conseguenze, si ha la misura di quanto la pandemia abbia cambiato anche la scala di valutazione delle operazioni di finanza pubblica. E già si prefigura la richiesta al Parlamento di un nuovo extra-deficit (quello che ha aperto la via al “decreto sostegno” risale alla gestione Conte) per mettere in campo altri interventi. Si parla di un ulteriore scostamento di bilancio pari ad almeno 20 miliardi