Il rapporto governo-opposizione resta comunque fortemente condizionato dal timore di ciascuna delle due parti di veder strumentalizzata propagandisticamente un'eventuale apertura concreta, fermo restando che una sana dialettica tra soggetti che hanno compiti diversi non è affatto incompatibile con lo spirito unitario che il momento richiederebbe. Dal governo non sono mancati messaggi anche pubblici nei confronti dell'opposizione; l'opposizione, però, contesta al governo di non essere stata ufficialmente convocata per un incontro. Ma è prima di tutto in Parlamento che si deve svolgere il confronto e l'impasse sulle riforme costituzionali svela le reali intenzioni delle forze politiche, dentro e fuori gli schieramenti: si è inceppato anche il percorso di quella sul voto ai 18enni per il Senato, l'unica in dirittura d'arrivo, che sembrava destinata ad essere approvata con un larghissimo consenso trasversale. E invece è diventata un caso politico che agita le acque all'interno della stessa maggioranza
Se lo spirito di fazione prevale sistematicamente sull'interesse comune e sui valori che fondano la comunità nazionale, alla lunga una democrazia non può reggere.
Mentre nel mondo e in casa nostra c'è chi ha negato e continua a negare l'evidenza – e purtroppo in questa operazione culturalmente distruttiva si sono distinti leader nazionali e internazionali – anche in Italia le istituzioni hanno compiuto i primi, necessari passi per rialzare il livello di impegno a fronte di una nuova fase acuta dei contagi da Covid. Finora il nostro Paese ha retto meglio di altri grandi partner europei, ma ormai i numeri sono tali da richiedere un potenziamento delle misure che erano state parzialmente allentate nella fase calante della diffusione del virus. Come ha sottolineato il premier Conte, è giusto farlo "con proporzionalità"
Il nuovo provvedimento varato dal Consiglio dei ministri si occupa prevalentemente del fenomeno migratorio ma contiene anche altre norme in tema di prevenzione e di sicurezza
Evitare il “gioco meschino delle squalificazioni”, quando “il dibattito viene manipolato per mantenerlo allo stato di controversia e contrapposizione”: lo dice anche Francesco nella nuova enciclica.
Ci si è messo anche il Covid a complicare un calendario politico-parlamentare estremamente denso di temi e di scadenze, tra gli impegni cruciali in materia economica e l'accidentato percorso delle riforme più o meno collegate al recente referendum. Contagi permettendo, lunedì arriva in Aula al Senato il “decreto agosto” che dev'essere convertito in legge entro il 13 settembre e attende di essere votato anche dalla Camera. La prossima settimana il Parlamento dovrà esprimersi anche sulle linee-guida per il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), la legge di bilancio va presentata alle Camere entro il 20 ottobre. Il 15 ottobre dovrà essere inviato alle istituzioni europee il Documento programmatico di bilancio (Dpb). In aggiunta a ciò, la "legge Fornaro", che riduce di un terzo il numero dei delegati regionali partecipanti all'elezione del presidente della Repubblica, è prevista in Aula alla Camera il prossimo 23 ottobre.
La materia delle leggi elettorali è allo stesso tempo una delle più ostiche per l'opinione pubblica e una delle più decisive per il funzionamento di una democrazia.