Stefano De Martis

Stefano De Martis

Istituzioni. Elezioni europee 2019: una guida per il voto

Il corpo elettorale italiano coinvolto complessivamente nel voto europeo supera i 51 milioni di persone. Per circa 17 milioni di cittadini l’appuntamento con le urne è duplice: il 26 maggio si vota anche per i sindaci e i consigli di quasi la metà dei Comuni italiani, tra cui sei capoluoghi di Regione e 21 capoluoghi di Provincia. Oltre 3 milioni e 600 mila piemontesi sono inoltre chiamati a eleggere il presidente della loro Regione. E in Trentino-Alto Adige gli elettori di due collegi tornano alle urne anche per eleggere altrettanti deputati in sostituzione dei parlamentari che nel frattempo sono diventanti rispettivamente presidente e assessore della Provincia autonoma di Trento

Elezioni amministrative: 17 milioni di cittadini chiamati al voto in mezza Italia

I Comuni in cui si voterà per i sindaci e i consigli (con eventuale ballottaggio il 9 giugno) sono 3.812, di cui 232 con più di 15mila abitanti e 3.580 al di sotto di questa soglia. Sei sono capoluogo di Regione: Firenze, Bari, Perugia, Cagliari, Potenza e Campobasso. Altri 22 sono capoluogo di Provincia: Ascoli Piceno, Avellino, Bergamo, Biella, Cesena, Cremona, Ferrara, Foggia, Forlì, Lecce, Livorno, Modena, Pavia, Pesaro, Pescara, Prato, Reggio Emilia, Rovigo, Sassari, Verbania, Vercelli, Vibo Valentia. Tra questi due gruppi di Comuni più grandi, ben 14 sono quelli con oltre 100mila abitanti

Reddito di cittadinanza. Ventura (Caf Cisl): “Manca la percezione delle potenzialità occupazionali della misura”

Più del 70% delle oltre 800mila domande per il Reddito di cittadinanza è passato per i Caf, i Centri di assistenza fiscale. Un dato che conferma l’importanza decisiva di queste strutture, per lo più di matrice sindacale o associativa, e rilancia il valore della mediazione sociale in una stagione in cui anche in politica si teorizza e si pratica la “disintermediazione”. Facciamo il punto con Giovanna Ventura, presidente del Caf Cisl nazionale

Famiglia. Un’altra occasione persa da parte della politica

In questi giorni si era arrivati a ipotizzare una mozione unitaria e invece, al dunque, tutto è saltato. Al momento di esprimersi in Aula ognuno ha votato la propria mozione. È passata, ovviamente, quella presentata dalla maggioranza giallo-verde, approvata dal governo che invece ha espresso parere negativo su tutte le altre. Sulla famiglia, insomma, ci si continua a dividere anche se tutti, almeno a parole, si dicono convinti della necessità di interventi concreti e urgenti