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Arriverà al cinema Porto Astra di Padova, nella sala Fronte del palco, il 29 maggio alle 20.30, il cortometraggio Il rumore delle immagini, promosso dal Cantiere delle Donne e realizzato da 35 ragazzi e ragazze di alcune scuole di Padova. Il film racconterà la lotta alla violenza di genere, con un soggetto interamente frutto della creatività degli studenti.
La pre produzione è iniziata a febbraio, ma il progetto risale a molto prima come racconta Micaela Faggiani, presidente del Cantiere delle Donne: «La nostra associazione è nata da una cena nel 2019. Eravamo in 50 donne e riflettevamo sul fatto che, nonostante le nostre capacità sul lavoro e nella vita, siamo poco presenti soprattutto in ruoli guida. Inoltre ci siamo confrontate sull’annoso problema della violenza di genere, per cui abbiamo deciso che bisognava fare qualcosa. L’occasione è nata proprio durante la pandemia, quando, nonostante la lontananza, siamo rimaste in forte contatto per discutere dei molti problemi quotidiani di quel periodo. Appena tornate “libere” ci siamo costituite in associazione, dando vita ad una serie di iniziative».
Nonostante il Cantiere sia nazionale, buona parte delle donne che ne fanno parte provengono dal Veneto e da Padova. E proprio il capoluogo patavino è stato il contesto dove ha avuto luogo un episodio spartiacque nella vita sia del Paese che delle donne stesse. Il femminicidio di Giulia Cecchettin, del novembre 2023, ha portato le donne del Cantiere a riflettere sulle forme di violenza che hanno subito nella loro vita, come spiega ancora Faggiani: «Le nostre riflessioni sono state raccolte in un libro dal titolo Il rumore delle parole, grazie al quale abbiamo finanziato elettrodomestici, suppellettili e altro di una casa rifugio per donne vittime di violenza e un podcast dallo stesso titolo. L’ultimo tassello che mancava era appunto un cortometraggio. Inutile negare le difficoltà legate alla sua produzione, per questo abbiamo attivato un crowdfunding con un risultato che è andato oltre le aspettative, circa 12 mila euro raccolti in 60 giorni. Il budget iniziale di 10 mila euro è stato così superato, potendo permetterci il sostegno di due psicologhe e un maggiore supporto ai ragazzi e alle ragazze per lo sviluppo del progetto».
Faggiani entra dunque nel merito, parlandoci del coinvolgimento delle scuole: «Abbiamo individuato quattro scuole del padovano, Engim, Enaip, Calvi e Valle, i cui programmi didattici sono affini a questo tipo di progettualità. Dopo aver presentato l’idea, hanno aderito 35 studenti e studentesse che, grazie al supporto di uno sceneggiatore, di tecnici e della regista padovana Martina Acazi, hanno concluso le riprese e si avviano a terminare anche il montaggio. Fondamentali sono state e saranno le istituzioni che hanno supportato l’opera, il Comune di Padova in particolare e la Regione Veneto. Il corto sarà presentato proprio nello spazio espositivo della Regione Veneto presso la Mostra del Cinema di Venezia, ad agosto» anticipa la presidente che, invitando ad andare a vedere il corto in tutti i cinema dove sarà proiettato, ci regala un ultimo aneddoto. «Posso anticipare che il film è girato in una cucina e s’intitola Love cake con protagonisti due influencer. Non posso svelare altro, io stessa devo ancora vederlo! In alcune delle scuole coinvolte c’erano delle cucine ma erano troppo piccole per ospitare la troupe e gli studenti, così Bergamin arredamenti ha messo a disposizione una cucina in un punto vendita a Campodarsego. Alì, invece, ha fornito alcuni generi alimentari. Anche questo è un segnale positivo di come ha risposto il territorio» conclude Faggiani.
La proiezione è a ingresso libero.