“E’ ormai evidente che la buona politica non può venire dalla cultura del potere inteso come dominio e sopraffazione, ma solo da una cultura della cura, cura della persona e della sua dignità e cura della nostra casa comune. Lo prova, purtroppo negativamente, la guerra vergognosa a cui stiamo assistendo”.
Sorpresa, tristezza, indignazione e solidarietà sono le emozioni che da varie settimane popolano gli animi di tutti e tutte noi, sconvolti dalle tragiche notizie che ogni giorno compaiono sulle prime pagine dei giornali, accompagnate da tremendi video e immagini nelle televisioni.
«Si può fare una grande malvagità, ma un’opera buona non si può farla altro che piccola» affermava Tolstoj, celebre scrittore russo, nel libro La confessione del 1882.
Appuntamento dalle 9.15 alle 16.30 a Lugo di Vicenza. L’obiettivo è fermarsi per adottare uno sguardo di contemplazione della natura, delle cose belle e buone che la vita dona «e per attingere dalla Parola – si legge nel sito dell’Ac – la buona notizia che noi siamo ciò che Dio contempla e di cui si prende cura. L’invito è quello di staccarsi da uno sguardo sempre e solo interessato per adottare verso il creato e verso l’uomo lo sguardo libero di Dio».
Papa Francesco ha concluso l'udienza di oggi in Aula Paolo VI chiedendo ai presenti di pregare la Madonna per le vittime della guerra, con la quale "tutto si perde". Dedicata all'eredità della vecchiaia, a partire dal Cantico di Mosé, l'udienza di oggi.
Raggiunto telefonicamente dal Sir, il vescovo ausiliare di Kiev- Žytomyr, mons. Oleksandr Jazlowechi, parla dell’invito ad andare a Kiev, rivolto ieri dal presidente Zelensky al Papa. “Non penso che sia possibile”, dice. “E’ da un anno che stiamo invitando il Papa e stiamo pregando per questa intenzione. Però non è il caso di invitare adesso il Papa. Non abbiamo tanti Santi Padri, ne abbiamo solo uno. Anche il card. Krajewski non è riuscito ad arrivare qui. Aveva detto che sarebbe arrivato più in là possibile ma si è fermato dopo Leopoli ed è dovuto tornare indietro. Quello a cui noi teniamo di più è la sicurezza di Papa Francesco”