Giornata missionaria mondiale. Testimonianza e profezia, temi dell’edizione 2021, siamo invitati a coniugarli nel segno della giovinezza, che non è una questione di età, ma di atteggiamento dell’anima: speranza nel futuro, vitalità, tenacia nel credere e nell’affrontare la vita
È anche grazie alla guarigione inspiegabile di Stefano Vitali da un tumore al colon che Sandra Sabattini sarà beatificata, perché la Chiesa ha riconosciuto il miracolo per sua intercessione. Anche se non si sono mai incontrati, le storie di Stefano e Sandra sono intrecciate a doppio, triplo filo. Entrambi sono riminesi, nati negli anni Sessanta e membri della Comunità Papa Giovanni XXIII. La serva di Dio Sandra Sabattini, morta a 22 anni per le conseguenze di un incidente stradale, diventerà beata il 24 ottobre nella cattedrale di Rimini. Stefano Vitali, 54 anni, è responsabile insieme a sua moglie di una casa famiglia, in cui vivono con sei figli, di cui due accolti con disabilità.
Di quel 22 luglio di 10 anni fa Candela Giarda, all’epoca undicenne, non ha particolari ricordi. Ma questo non le impedisce di essere, come racconta al Sir, “felicissima” per l’annuncio della prossima beatificazione di papa Giovanni Paolo I, coinciso con il riconoscimento della guarigione miracolosa di cui proprio lei fu protagonista. Di quel giorno, invece, ricordano ancora ogni attimo la mamma di Candela, Roxana Sosa, e padre Juan José Dabusti, il sacerdote dell’arcidiocesi di Buenos Aires che, di fronte alla disperazione di Roxana, dopo che i medici le avevano detto che Candela non avrebbe passato la notte, propose di pregare insieme, affidando la ragazza all’intercessione di Giovanni Paolo I, il “Papa del sorriso”. Oggi, la ventunenne Candela vive nella sua città natale, Paraná, 500 chilometri circa a nord della capitale dell’Argentina
Il secondo capitolo di Amoris laetitia va letto attraverso la “lente” delle sue prime battute: «Il bene della famiglia è decisivo per il futuro del mondo e della Chiesa». L’ha ribadito spesso papa Francesco: alle istituzioni – da cui a volte le famiglie si sentono abbandonate – e alla Chiesa stessa, che ha le proprie responsabilità nel non aver aiutato in modo adeguato i nuclei familiari
Centro parrocchiale nel segno di Maria: si chiama infatti “Ave”, il nuovo patronato di Casalserugo che viene inaugurato domenica 24 ottobre dal vescovo Claudio, che alle 10.30 celebra la messa nella parrocchiale. A seguire un aperitivo per tutti, quindi attività sportive nel pomeriggio e uno spettacolo teatrale la sera.
“Le immagini delle proteste e dei disordini di piazza in alcune città italiane mi hanno colpito profondamente”. Lo ha rivelato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella parte della sua introduzione alla Settimana sociale di Taranto dedicata agli effetti della pandemia, che “ha lasciato una grande eredità. Un’eredità, purtroppo, durissima e incalcolabile nelle nazioni più povere.