Quella dei Comboniani a Padova è una lunga storia di fede e missione iniziata cento anni fa. Siamo nel 1921. La prima guerra mondiale è da poco terminata; l’umanità sta uscendo dall’epidemia di Spagnola e la Maximum Illud, l’enciclica sulle missioni di papa Benedetto XV, sta suscitando interesse nei seminari diocesani. È in questo clima che padre Giovanni Galvan, della congregazione diocesana dei sacerdoti Oblati, invita a Padova i Figli del Sacro cuore di Gesù, così si chiamavano allora i Comboniani.
La celebrazione mercoledì 13 ottobre 2021, ore 11 a Padova, presieduta dal vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, presidente del Comitato per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose della Conferenza episcopale italiana
“Se vedete intorno a voi le guerre, non rassegnatevi! I popoli desiderano la pace”. Lo chiedono i rappresentanti delle grandi religioni mondiali, ebrei, cristiani, musulmani sunniti e sciiti, membri delle tradizioni buddiste e induiste, nell’Appello di Pace che hanno consegnato, per mano dei bambini, agli ambasciatori di tutto il mondo. “Ringraziamo tutti gli amici del dialogo nel mondo e diciamo loro: coraggio! Il futuro del mondo dipende da questo: che ci riconosciamo fratelli. I popoli hanno un destino da fratelli sulla terra”.
È stato organizzato recentemente da fra Milko Gigante, coordinatore nazionale animatori vocazionali Compi e animatore vocazionale dei Frati Minori della Provincia dei Frati Minori di Lecce, un seminario on line per approfondire, da prospettive diverse, l’enciclica “Fratelli Tutti” di Papa Francesco
Papa Francesco inaugurerà, domenica 10 ottobre, il Sinodo dei vescovi, che per la prima volta inizierà "dal basso". "Una Chiesa sinodale è una Chiesa dell'ascolto", aveva affermato, nel 2015, nel discorso per il 50° anniversario dell'istituzione del Sinodo dei vescovi
“Desidero esprimere la mia preoccupazione per la situazione dei migranti e dei richiedenti asilo in situazione di vulnerabilità la cui dignità umana e i diritti fondamentali dovrebbero essere rispettati. Il loro diritto di chiedere asilo dovrebbe essere protetto e gli Stati dovrebbero rispettare il principio di non respingimento delle persone a rischio nel loro Paese d’origine”.
Un missionario è un testimone e un seminatore della Parola di Dio. Ma in questo caso è anche un seminatore in senso letterale perché, insieme alla popolazione locale, ha piantato alberi di cacao, banane, arance, prugne, papaya e avocado nel cuore della foresta alla periferia di Yaoundé, in Camerun
La scelta alternativa ed ecologica di alcune famiglie di vivere tra colline e boschi. La meraviglia come dono. Un’esperienza di missione tra i giovani. L’inchiesta su pentimento e cambiamento