“Invitiamo i leader politici, le autorità civili e gli organismi come l’Unione africana (Ua), l’Unione europea (Ue) e le Nazioni Unite (Onu), a provvedere all’attuazione pratica di leggi e protocolli che esaltino la solidarietà e promuovano la dignità umana. In particolare, a promuovere la difesa della vita, della famiglia, della libertà educativa e religiosa, così come l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, e l’accesso universale ai vaccini anti Covid-19”.
Un team di 68 volontari ogni giorno fornisce al telefono informazioni su progetti, campagne e servizi della Caritas. “Una nuova sfida è umanizzare gli spazi digitali”, spiega il direttore Luciano Gualzetti
L’anno accademico 2020-21 della sede di Padova della Facoltà teologica del Triveneto si è concluso con la consegna di 57 titoli accademici di teologia: quasi la metà sono laici, donne e uomini, gli altri sono religiosi e religiose, seminaristi, diaconi e presbiteri. Circa un quinto proviene da Paesi europei e altri continenti (America Latina, Asia, Africa).
“#fragili. Ed io avrò cura di te?” è il titolo dell’edizione 2021 della Lunga notte delle chiese – in programma venerdì 4 giugno – a cui anche la Diocesi di Padova aderisce per la terza volta. «Avere cura della fragilità – spiegano i promotori – significa per prima cosa avere cura di coloro che sono fragili nelle nostre famiglie, nella nostra società.
“I Vangeli ci mostrano quanto la preghiera sia stata fondamentale nella relazione di Gesù con i suoi discepoli” e “continuamente riaffiora nella vita di Gesù la preghiera in favore dei suoi amici”.
Torna per il terzo anno a Padova, coordinata dall’Ufficio di Pastorale della Cultura e dell’Università e dal Centro universitario, La lunga notte delle Chiese, iniziativa approdata in Italia nel 2016 grazie all’associazione BellunoLaNotte, che si è ispirata alla Lange Nacht der Kirchen, da parecchi anni proposta in Austria e in Alto Adige, coinvolgendo centinaia di chiese contemporaneamente.
Ieri l’Assemblea mondiale della sanità ha adottato, per consenso, la Risoluzione intitolata “Participation of the Holy See in the World Health Organization” presentata dall’Italia, che formalizza la partecipazione della Santa Sede ai lavori dell’Organizzazione mondiale della sanità in qualità di Stato non-membro osservatore.