Domenica 16 maggio 2021: viene indetto il Sinodo Diocesano della Chiesa di Padova

Domenica 16 maggio 2021, solennità dell’Ascensione: una data storica per la Chiesa di Padova, che entrerà negli annali. In questa giornata, infatti, con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Claudio Cipolla, in Cattedrale a Padova (ore 16.30), verrà dato annuncio solenne – Indizione – che la Chiesa di Padova vivrà il Sinodo diocesano. Contemporaneamente in altre 14 chiese del territorio diocesano si celebrerà l’Eucaristia e al termine ci sarà un collegamento con la Cattedrale per ascoltare le parole del vescovo.

Quel pomeriggio di maggio in cui spararono a Papa Wojtyla. E mio padre lo curò

Non è facile a distanza di tanto tempo ordinare i ricordi di un pomeriggio di maggio di 40 anni fa. I ricordi personali si sono mescolati e saldati con quelli familiari e con le tante immagini viste negli anni ed è difficile distinguere tra ciò che è effettivamente ricordo di qualcosa vissuto quel giorno e ciò che è stato visto, vissuto ed ascoltato dopo. Per attenermi ai ricordi, utilizzerò i riferimenti di orari presenti negli appunti di mio padre relativi a quel giorno.

Don Manuel Barrios (Comece), “nel processo di ripresa, nessuno deve essere lasciato indietro”

Incontro a Lisbona dei rappresentanti delle Chiese europee con Augusto Santos Silva, ministro portoghese degli Affari esteri per “un dialogo sulle priorità della Presidenza portoghese del Consiglio dell’Unione europea”. Don Manuel Barrios Prieto, segretario generale della Comece: “Quello che noi diciamo sempre è che nessuno deve essere lasciato indietro, che bisogna puntare sulle nuove generazioni e accompagnare le transizioni in atto in Europa. Le ingiustizie si generano quando solo alcuni hanno accesso alle nuove opportunità e altri no. Quello che chiediamo è che nel processo di ripresa, non sia scartato nessuno, come direbbe il Papa”.

Una famiglia in Cristo. Dai beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi alla figlia Enrichetta, “il mestolino di Dio”

La vicenda personale e famigliare di Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, coniugi e genitori cristiani, si caratterizza per l’esemplarità attraverso cui seppero condividere ed esprimere l’amore di Cristo traducendolo in sensibilità, accoglienza, impegno, generosità e fedeltà senza limiti per servire e promuovere - innanzitutto nei figli - il dono della vita. Luigi e Maria vissero il loro matrimonio come un cammino verso Dio. Tra le gioie e le preoccupazioni di una famiglia normale, realizzarono un'esistenza straordinariamente ricca di spiritualità. Da qui la famiglia diventa culla della vita, luogo in cui i figli possano crescere e imparare l’alfabeto della vita. Vite dedicate a Dio, come quella della figlia, la Serva di Dio Enrichetta, di cui è in corso il processo di Beatificazione e Canonizzazione. Amava definirsi il “mestolino” di Dio, paragonandosi cioè ad un umilissimo strumento domestico grazie al quale però, le è stato possibile “distribuire ai poveri e agli affamati quanto essa stessa prelevava dall’abbondante mensa divina, facendo rifulgere tra i giovani l’ideale della santità” (A. M. Cànopi).