Il settore giovani di Azione Cattolica, la Pastorale dei Giovani della Diocesi di Padova e le associazioni Scout propongono anche quest’anno in modalità on line e in diretta televisiva la Via Crucis diocesana dei giovani 2021 con il vescovo Claudio.
546 il numero di istanze pendenti, 152 invece le domande introdotte, che sono meno rispetto all’anno precedente (erano 206). La maggior parte delle cause ottiene sentenza affermativa. In relazione alle cause terminate, in 53 è presente un patrono d’ufficio (il 28 per cento) e l’esenzione totale è stata concessa a 25 persone, a tre invece quella parziale. Nelle 186 cause terminate sono state sentite, nel corso della fase istruttoria, circa 900 persone (considerando le parti e i testimoni ascoltati). Sono alcuni dati dell'attività del Tribunale ecclesiastico regionale del Triveneto, uno tra gli altri mezzi che la Chiesa mette in atto per essere vicina alle famiglie ferite.
Anche nel Regno di eSwatini, stato che si trova tra Sud Africa e Mozambico, l’organizzazione della Settimana Santa deve fare i conti con le norme anti Covid-19.
“Quest’anno sarà di nuovo una Pasqua un po’ speciale in Mongolia, perché siamo costretti a non utilizzare i nostri luoghi di culto”, le parole di mons. Giorgio Marengo, vescovo cattolico e missionario italiano, prefetto apostolico di Ulan Bator, la capitale della Mongolia, che in un video indirizzato al Sir spiega come per motivi di salute pubblica le chiese sono ancora chiuse.
Sono passati poco più di tre mesi dal sisma che il 29 dicembre scorso ha colpito la Croazia. Il Sir ha intervistato mons. Vlado Košić, vescovo della diocesi di Sisak, nel cui territorio insiste la gran parte del cratere sismico, per capire come la popolazione sta reagendo al terremoto e soprattutto come si appresta a vivere la Pasqua. Sono migliaia gli sfollati che vivono in alloggi provvisori e decine le chiese inagibili e ridotte in macerie.
“Pronti a collaborare come sempre”. Così padre Virginio Bebber, presidente dell’Aris(Associazione religiosa istituti sociosanitari), commenta al Sir l’ipotesi di coinvolgere le strutture sanitarie gestite da enti e congregazioni religiose nella grande campagna vaccinale anti-Covid.
“Se guardiamo all’ambito del lavoro, dobbiamo ammettere che in esso si trovano ancora, purtroppo, tante forme di sfruttamento e di ingiustizia. Per questo c’è davvero bisogno del vostro contributo fattivo”.