È morto a soli 15 anni, eppure nel breve tempo che ha avuto a sua disposizione ha lasciato un segno, tanto che Papa Francesco, nella "Christus vivit", lo ha proposto ai giovani come modello di santità dell’era digitale. Innamorato dell'Eucaristia, sapeva riconoscere Cristo nel volto dei poveri non limitandosi all’attenzione premurosa ma cercando di entrare in amicizia con loro. Questi sono alcuni dei tratti di Carlo, che sarà beatificato, oggi 10 ottobre, ad Assisi. Della sua figura parliamo con l'arcivescovo-vescovo Domenico Sorrentino
“Il messaggio di Carlo ai giovani è quello di essere se stessi sviluppando tutti quei doni di bellezza, di armonia, di forza, di esuberanza che Dio mette negli adolescenti. Gli adolescenti non sono ragazzi, non sono ancora uomini ma hanno già tutte quelle energie di vita e quelle potenzialità di bene che poi si svilupperanno nella vita adulta. Carlo ha saputo valorizzare tutto questo”.
Circa 3.000 persone sono accorse ad Assisi da molte parti del mondo per la beatificazione del quindicenne. La fama di santità di Carlo infatti, nel breve tempo trascorso dalla sua prematura scomparsa causata da una leucemia fulminante, è arrivata ai quattro angoli della terra
“Con gioia grandissima, al suono festoso delle campane della cattedrale, della sua parrocchia di Madignano e di tante chiese delle diocesi di Crema, abbiamo accolto nella serata di giovedì 8 ottobre 2020 la notizia della liberazione, avvenuta in Mali, di padre Gigi Maccalli e di altri ostaggi che ne condividevano la prigionia: una prigionia durata, per lui, quasi venticinque mesi, da quel 17 settembre 2018 che ne ha visto il rapimento nella sua parrocchia di Bomoanga, in Niger”.
Finisce nel migliore dei modi il rapimento del religioso della Società missioni africane, con sede anche a Feriole. Il missionario era stato prelevato dalla sua missione a Bomoanga, nella diocesi di Niamey, in Niger. Rilasciato con lui anche il turista italiano Nicola Chiacchio.
Tutto è pronto ad Assisi per la beatificazione di Carlo Acutis, il giovane studente morto a 15 anni nel 2006 per una leucemia fulminante e proclamato venerabile da papa Francesco il 5 luglio 2018.
Santa Chiara ci aiuta a comprendere che l’essenziale non è la quantità di messe a cui partecipiamo, ma la qualità e profondità del nostro rapporto con l’Eucaristia. Che diventa vita nella nostra vita