Carlo Acutis. Mons. Sorrentino: “Ci ha insegnato che si può vivere sulla terra abitati dal cielo”

È morto a soli 15 anni, eppure nel breve tempo che ha avuto a sua disposizione ha lasciato un segno, tanto che Papa Francesco, nella "Christus vivit", lo ha proposto ai giovani come modello di santità dell’era digitale. Innamorato dell'Eucaristia, sapeva riconoscere Cristo nel volto dei poveri non limitandosi all’attenzione premurosa ma cercando di entrare in amicizia con loro. Questi sono alcuni dei tratti di Carlo, che sarà beatificato, oggi 10 ottobre, ad Assisi. Della sua figura parliamo con l'arcivescovo-vescovo Domenico Sorrentino

Carlo Acutis: card. Bassetti, “ai giovani Carlo dice: siate voi stessi nel valorizzare tutto ciò che Dio vi ha dato”

“Il messaggio di Carlo ai giovani è quello di essere se stessi sviluppando tutti quei doni di bellezza, di armonia, di forza, di esuberanza che Dio mette negli adolescenti. Gli adolescenti non sono ragazzi, non sono ancora uomini ma hanno già tutte quelle energie di vita e quelle potenzialità di bene che poi si svilupperanno nella vita adulta. Carlo ha saputo valorizzare tutto questo”.

Padre Maccalli: mons. Gianotti, “vorrei leggere in questa liberazione un segno di incoraggiamento per chi testimonia il Vangelo”

“Con gioia grandissima, al suono festoso delle campane della cattedrale, della sua parrocchia di Madignano e di tante chiese delle diocesi di Crema, abbiamo accolto nella serata di giovedì 8 ottobre 2020 la notizia della liberazione, avvenuta in Mali, di padre Gigi Maccalli e di altri ostaggi che ne condividevano la prigionia: una prigionia durata, per lui, quasi venticinque mesi, da quel 17 settembre 2018 che ne ha visto il rapimento nella sua parrocchia di Bomoanga, in Niger”.