“La preghiera, la vicinanza al popolo e l’amore alla giustizia”. Sono le tre “tracce” di san Giovanni Paolo II che il Papa ha ricordato nell’omelia, pronunciata a braccio, della messa trasmessa in mondovisione dall’altare collocato sopra la tomba del papa polacco, nella basilica di San Pietro, in occasione del centenario della nascita di Karol Wojtyla.
La Presidenza della Conferenza episcopale italiana torna a “rilanciare la forte preoccupazione espressa in queste settimane da genitori, alunni e docenti delle scuole paritarie, a fronte di una situazione economica che ne sta ponendo a rischio la stessa sopravvivenza”.
Come sta impattando il Coronavirus in terra di missione? È questa la domanda al cuore dei prossimi "Lunedì della missione", il 18 e 25 maggio, che si terranno in diretta Facebook. Sono organizzati, con l'obiettivo di informare e aprire lo sguardo al mondo, da Ufficio missionario diocesano, Missionari comboniani di Padova e Medici con l'Africa Cuamm.
Non è “saltato” e non poteva saltare, visto l’emergenza in corso e i temi che solleva anche in ambito scolastico, il tradizionale incontro primaverile del vescovo Claudio Cipolla con i dirigenti scolastici del territorio.
Inaugurata a metà febbraio, subito dopo chiusa, aperta e richiusa per il lockdown, mercoledì 20 maggio riapre al pubblico la mostra A NOSTRA IMMAGINE. Scultura in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio nelle Gallerie di Palazzo Vescovile, sede delle esposizioni temporanee del Museo diocesano (rimane ancora chiusa invece la parte museale con le esposizioni permanenti).
“Non si tratta semplicemente della riapertura di un luogo sacro, delle nostre chiese che sono sempre rimaste aperte. Si tratta piuttosto di ritornare a manifestare il nostro essere comunità, il nostro essere famiglia. Del resto, è l’Eucaristia che fa di noi una comunità, una famiglia, perché, come dice san Paolo, noi che ci nutriamo di un unico pane siamo chiamati a formare un solo corpo”.
Trenta giovani di San Bonaventura cantano in video il brano "Resto con te" per sentirsi vicini nonostante la distanza fisica. È stato il loro augurio pasquale alla comunità.
«La socializzazione dei bambini sta regredendo. Dobbiamo occuparcene». «A preoccuparci maggiormente sono i bambini di cinque anni, quelli che stanno concludendo la scuola dell’infanzia senza però completare il ciclo educativo. La fase finale della loro prescolarizzazione di fatto è completamente saltata».