“L’esperienza del Capodanno solidale non folgora o cambia materialmente la vita di nessuno. Costituisce però un ponte, un punto di incontro, in cui due realtà parallele come noi e i poveri ci scopriamo vicendevolmente. Scopriamo che siamo persone, simili, ricchezza uno per l’altro”.
“Che male può fare un bambinello di gesso? È così fragile e indifeso che non minaccia nessuno. Eppure la storia sembra ripetersi. Forse un atto di spavalderia di fronte agli amici oppure un gesto pensato e voluto per offendere quelli che venerano e ricordano in questi giorni il bambino di Betlemme o piuttosto un segno di fastidio per il Natale di Gesù, che nonostante tutti i surrogati non si riesce a cancellare?”.
Dopo 30 anni, torna a Breslavia, in Polonia, il 42° Incontro europeo dei giovani animato dalla Comunità ecumenica di Taizé. Un evento che riunirà da domani fino al 1 gennaio 15mila giovani e che ha ricevuto l’incoraggiamento di papa Francesco e leader religiosi e politici. 30 anni fa, osserva fr. Alois, il muro di Berlino era appena caduto, un vento di libertà soffiava in tutta Europa. Oggi il contesto è diverso. “Le divisioni tendono a stabilizzarsi, le generazioni più giovani stanno vivendo con più preoccupazione il futuro. È quindi ancora più importante offrire ai giovani europei l'opportunità di incontrarsi e ascoltarsi al di là delle frontiere”
Semplici e colorati i presepi di Pietro Baron di Correzzola, qui in foto, a rappresentare i tanti volti che si sono presentati davanti a Gesù in atteggiamento di adorazione.
Il presepe di Titano Pisani, realizzato in "in una serata magica con l'aiuto di mio figlio e la sua fidanzata". Racconta Titano: "Avevo iniziato più di 30 anni fa questa tradizione quando mi figlio è nato. Ora viene da noi per realizzarlo! Una serata magica per un momento magico".
Un presepe realizzato interamente con oggetti riciclati, in collaborazione con le insegnanti e le famiglie. È questo il presepe degli alunni della 3° B della scuola Galileo Galilei di Cadoneghe.
"Quest anno ho fatto il presepe dentro una valigia aperta", racconta Marilla Lovato, "piena di oggetti per un eventuale viaggio. Il senso è "ricordati di portare Dio nel tuo viaggio".