“Spezza le catene”, le catene della schiavitù, le catene della povertà e dell’ingiustizia, ma soprattutto le catene dell’ignoranza. È questo lo scopo del weekend di convivenza che si svolgerà con i comboniani dal 4 al 6 gennaio a Verona, presso la Casa Madre della famiglia religiosa.
Il vescovo Antonio racconta alla Difesa il suo Natale nella Prefettura di Robe in Etiopia. Ora è Avvento verso il 7 gennaio quando si celebrerà il santo Natale come gli ortodossi copti.
A cento anni dal primo Natale dopo la fine della guerra: quali sentimenti nel cuore delle persone? E quali i sentimenti di oggi? Il Signore, la liturgia e la Parola sono gli stessi, ma le persone che ascoltano sono diverse. Come ripartire oggi? "Nel bambino Gesù cogliamo con gioia tutto quello che Gesù sarà. In questo bambino è contenuto tutto il mistero. In Lui cogliamo la nostra chiamata a costruire il Regno di Dio".
“Il Natale che arriva è atteso da tutti noi con una grande speranza. L’augurio è che possa essere un tempo in cui scopriamo quello che sappiamo, che siamo amati dal Signore, e che farne esperienza possa portare pace a tutti noi”. Lo dice al Sir mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, negli auguri per Natale.
“Senza la fraternità che Gesù Cristo ci ha donato, i nostri sforzi per un mondo più giusto hanno il fiato corto, e anche i migliori progetti rischiano di diventare strutture senz’anima".
Da 28 anni, grazie ai padri comboniani, alle 22 del 24 dicembre la messa di Natale si celebra nella stazione di Padova, per senza dimora, volontari e laici.
La Chiesa, dunque, non è un corpo morto perché in sofferenza per le “piaghe degli abusi e dell’infedeltà”. Tutt’altro, la Chiesa è viva. La sofferenza, per quanto possa provocare dolore, consente d’individuare in maniera precisa il problema e, quindi, la cura
Il giorno della gioia è arrivato. Oggi è Natale, facciamo memoria di quel Bimbo che è nato duemila e più anni fa. Che nasce dentro di noi ogni giorno. E che verrà nella gloria, alla fine dei tempi, «per giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avrà fine», come recitiamo nel Credo.Sono le tre nascite di Cristo evocate da Enzo Bianchi, il fondatore della comunità di Bose, in questi giorni su Avvenire. Le comunità cristiane, della Diocesi di Padova e non solo, si riuniscono al termine di un Avvento che appare sempre più allungato e stressato dalle ragioni del commercio, e celebrano la Parola che si è fatta carne. Ma l’attesa non finisce qui: è la venuta finale di Gesù, vincitore di ogni male, per instaurare il suo Regno di pace a dare senso alla nostra fede. Da qui l’invito a vigilare, con le lampade e vestiti a festa, ma soprattutto con il cuore aperto e la mente accesa.